Inclusione sociale
Per ogni bambino la giusta opportunità
Al giorno d’oggi, guardandoci intorno ci troviamo di fronte a una verità scomoda ma innegabile: la sorte di milioni di bambini dipende semplicemente dal paese in cui si trovano, dalle comunità in cui vivono, dal genere, dal ceto sociale e dalle circostanze in cui sono nati. Nel mondo, essere un bambino significa avere maggiori probabilità di vivere in povertà rispetto agli adulti, e di subirne maggiormente gli effetti in termini di esclusione sociale e di accesso a diritti e servizi essenziali.
Contro le disuguaglianze che ne derivano, l’azione dell’UNICEF include programmi di lotta alla povertà infantile, di supporto ai sistemi di protezione sociale, di assistenza mirata ai bambini più vulnerabili, come quelli con disabilità, e di sostegno agli adolescenti. Tra le misure adottate, sussidi in denaro, per l’assistenza sanitaria e l’inserimento scolastico, e il sostegno ai paesi per l’adozione di politiche inclusive per lo sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza.
Gravi privazioni e povertà infantile: gli ultimi dati disponibili
In base al rapporto UNICEF del 2025 La condizione dell'infanzia nel mondo, a livello globale 974 milioni di bambini soffrono di gravi privazioni in una o più aree essenziali per la salute, nutrizione, acqua e igiene, istruzione, condizioni abitative, 417 milioni in due o più aree, con un bambino su 5 in stato di povertà multidimensionale. Più di 412 milioni vivono in povertà estrema, con memo di 3 dollari al giorno.
Bambini questi spesso privi di protezione sociale, una condizione che il taglio agli aiuti allo sviluppo non può che aggravare: se più della metà della popolazione mondiale risulta coperta da almeno una forma di protezione sociale, solo 1 bambino su 4 riceve un qualche tipo di assistenza, con una vulnerabilità di frequente acuita da discriminazioni, condizioni di genere, disabilità, lingua, etnia o provenienza. Spesso a causa di diseguaglianze consolidate, in palese violazione dei loro diritti fondamentali.
A causa delle crisi economiche legate al crescendo di ostilità in Medioriente – incluso per la chiusura dello Stretto di Hormuz – ulteriori 23,4 milioni di bambini sono a rischio povertà monetaria, come riporta l’ultimo rapporto UNICEF del 2026 che raccoglie dati da 167 paesi: il pericolo è invertire anni di progressi, spingendo milioni di bambini in povertà e ampliando le disuguaglianze esistenti.
412milioni
Bambini vivono in povertà estrema
974milioni
Bambini in povertà multidimensionale
240 milioni
i bambini con disabilità nel mondo
COVID-19: la peggiore crisi per l'infanzia del dopoguerra
La pandemia di COVID-19 ha drammaticamente acuito diseguaglianze e povertà infantile: secondo il rapporto UNICEF del dicembre 2021, oltre 100 milioni di bambini in più sono stati gettati in condizioni di povertà multidimensionale dalla pandemia. Dopo 2 anni di COVID-19, almeno 2/3 delle famiglie con bambini avevano subito pesanti perdite di reddito, secondo il rapporto UNICEF-Banca Mondiale del marzo 2022.
La pandemia di COVID-19 è stata la peggiore crisi per l'infanzia nella storia dell’UNICEF, causando un brusco peggioramento delle condizioni di vita dei bambini. Un regresso che non ha risparmiato nemmeno i paesi più ricchi del mondo, come rilevato dal rapporto UNICEF Report Card 19 del maggio 2025.
Sia a livello normativo che nelle politiche adottate, il lavoro dell’UNICEF sottolinea la necessità di affrontare le disuguaglianze per l’inclusione sociale dei bambini, nello sforzo di proteggerli con le loro famiglie e di realizzarne pienamente i diritti. Con un impegno prioritario: quello di raggiungere i bambini e gli adolescenti che vivono nelle condizioni di estrema marginalità, i più poveri tra i poveri, a causa di conflitti ed emergenze.
Povertà infantile
Conflitti, crisi climatiche e ambientali, cambiamenti demografici, crescita dei debiti nazionali e del divario tecnologico aggravano le condizioni di povertà, mentre tagli senza precedenti agli aiuti allo sviluppo rischiano di approfondire tali privazioni nei paesi a basso e medio reddito.
Per le crisi economiche innescate a livello globale dal crescendo di ostilità in Medioriente – incluso per la chiusura dello Stretto di Hormuz – ulteriori 23,4 milioni di bambini sono a rischio povertà monetaria, secondo l’ultimo rapporto UNICEF del 2026 con dati da 167 paesi: il pericolo è invertire anni di progressi, spingendo milioni di bambini in povertà e ampliando le disuguaglianze esistenti.
Il rapporto UNICEF L’impatto della guerra in Medio Oriente sui bambini delle famiglie in condizioni di povertà economica evidenzia come l'aumento dei prezzi alimentari ed energetici e le crisi economiche legate alle ostilità stiano erodendo il potere d'acquisto delle famiglie, con i bambini delle famiglie più povere colpiti in modo sproporzionato, e il maggior aumento globale della povertà monetaria registrato in Asia e Africa.
Secondo il rapporto UNICEF del novembre 2025 La condizione dell'infanzia nel mondo (SOWC), a livello globale quasi 412 milioni di bambini vivono in povertà estrema, 974 milioni in povertà multidimensionale, soffrendo gravi privazioni in una o più aree essenziali per la salute, nutrizione, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, istruzione, condizioni abitative: privazioni che 417 milioni subiscono in due o più aree, 1 bambino su 5.
In base al rapporto UNICEF SOWC del 2025, anche nei paesi più ricchi almeno 50 milioni di bambini vivono in condizioni di povertà relativa, che potenzialmente ne limita la capacità di sviluppare competenze adeguate e di partecipare pienamente alla vita delle loro società. Se tra il 2013 e il 2023 la povertà è calata nei paesi ad alto reddito analizzati, la povertà infantile è cresciuta anche del 20%.
La disuguaglianza economica continua a compromettere il benessere dei bambini anche nei paesi ricchi. Nella gran parte dei 44 paesi OCSE e ad alto reddito analizzati nell’ultimo rapporto UNICEF Report Card 20 del maggio 2026, Italia inclusa, disparità di reddito e povertà infantile restano elevati: il 20% delle famiglie più ricche guadagna 5 volte di più del 20% più povero, 1 bambino su 5 vive in condizioni di povertà di reddito.
L’azione dell’UNICEF per la lotta alla povertà infantile
L'UNICEF incoraggia i governi di tutti i paesi a contrastate la povertà infantile e ad attuare politiche sociali ed economiche per garantire lo sviluppo dell’infanzia. Per tutti i paesi, che siano a basso, medio o alto reddito, l’UNICEF ricorda che porre fine alla povertà infantile è possibile, attraverso strategie, politiche e azioni concrete che la rendano una priorità nazionale. Tra le misure raccomandate e sostenute dall’UNICEF:
- Integrare i bisogni dei bambini nei bilanci e nelle politiche economiche
- Assicurare programmi di protezione sociale, incluso il supporto in denaro alle famiglie vulnerabili
- Ampliare l'accesso ai servizi essenziali come sanità e nutrizione, acqua e igiene, istruzione e condizioni abitative
- Promuovere un lavoro dignitoso per gli adulti con minori, che ne rafforzi la sicurezza economica, intimamente legata al benessere dei bambini.
Per rispondere ad una crisi socioeconomica drammatica, e alle ricadute in termini di povertà infantile, nel 2025 l'UNICEF ha operato in 157 paesi con programmi di lotta alla povertà, di inclusione sociale e per il contrasto alle disuguaglianze, investendo oltre 610 milioni di dollari di cui 330 milioni nelle emergenze umanitarie, per dare a ciascun bambino la giusta opportunità di vita.
Tra i risultati raggiunti dall’UNICEF nel 2025 per la lotta alla povertà infantile:
- 93 paesi sostenuti hanno aumentato i bilanci del settore sociale per maggiori e migliori investimenti nell'infanzia, rispetto ai 91 del 2024.
- 89 paesi sostenuti hanno ampliato l'accesso all'assistenza e le politiche per la famiglia, incluse sovvenzioni per l'assistenza all'infanzia e per il congedo parentale retribuito.
- 44 paesi sono stati sostenuti nello sviluppo di politiche, analisi e strumenti di misurazione per la lotta alla povertà infantile.
- 70 milioni di famiglie sono state raggiunte con sussidi in denaro sostenuti ed erogati dall'UNICEF.
- 559 milioni di dollari erogati dall’UNICEF per i sussidi in denaro, di cui 322 milioni come sussidi d’emergenza forniti per 900 mila famiglie in contesti di crisi umanitarie.
Protezione sociale
La protezione sociale copre una vasta gamma di politiche e programmi mirati a ridurre le conseguenze della povertà familiare ed infantile. Comprende aiuti economici, sussidi in denaro, il supporto per le mense scolastiche, la formazione per sviluppare nuove competenze ed altre forme di assistenza. Tutto ciò che colleghi i bambini alla scuola, ai servizi sanitari, ad una sana nutrizione e a possibilità di reddito familiare, per offrire loro migliori opportunità di vita.
Nel mondo, 3 bambini su 4 sono privi di alcuna forma di protezione sociale, benché soffrano per condizioni di povertà ed emarginazione. Nei paesi a basso reddito, meno di 1 bambino ha accesso a prestazioni sociali e assegni familiari, quando raggiungere una protezione sociale universale per i minori rappresenta una misura fondamentale contro povertà e disuguaglianze. E le ricadute sono preoccupanti anche per lo sviluppo delle competenze individuali, con 3 giovani su 4 non preparati per l’inserimento nel mondo del lavoro.
L'UNICEF fornisce supporto ai paesi per potenziare i rispettivi sistemi di protezione sociale, affinché le famiglie abbiano un migliore accesso ai servizi essenziali, alle opportunità lavorative e alle misure di sostegno al reddito, ove necessario fornendo assistenza mirata tramite sussidi in denaro.
Governi e donatori sono esortati dall'UNICEF ad ampliare la protezione sociale dei minori perché diventi universale, basata sui diritti e le esigenze di genere, inclusiva e capace di affrontare emergenze e disuguaglianze a tutela dei più vulnerabili, incluse bambine e ragazze, minori con disabilità, migranti o coinvolti nel lavoro minorile.
Tra i risultati raggiunti dall’UNICEF nel 2025 nel settore della protezione sociale:
- 80 paesi sono stati supportati per sistemi di protezione sociale inclusivi per le condizioni di disabilità.
- 20 paesi sono stati assistiti per migliorare le condizioni di vita dei bambini nei contesti urbani, incluso nelle baraccopoli e insediamenti informali, per migliorarne le condizioni sociali.
- 70 milioni di famiglie sono state raggiunte con sussidi in denaro sostenuti dall'UNICEF, con 559 milioni Di dollari, di cui 322 milioni come sussidi d’emergenza per 900 mila famiglie in contesti di crisi umanitarie.
Ghana, una donna riceve il voucher per il sostentamento in denaro
Minori con disabilità
I bambini con disabilità sono tra i soggetti più a rischio di emarginazione sociale. Ogni giorno, soprattutto nei paesi più poveri - ma non solo - devono fare i conti con comportamenti discriminatori, leggi e politiche sociali carenti e concrete barriere alla realizzazione dei propri diritti nella scuola, nella sanità e nella vita di tutti i giorni.
Rispetto ai bambini senza disabilità, i bambini con disabilità hanno maggiori probabilità di vivere in povertà, con le famiglie costrette ad affrontare costi sanitari e per l’accesso ai servizi essenziali sproporzionatamente più alti, mentre genitori o chi se ne prende cura potrebbero risultare impossibilitati a lavorare fuori dalle mura domestiche.
Nel mondo, sono quasi 240 milioni i bambini con disabilità – 1 su 10 – secondo il rapporto UNICEF Seen, Counted, Included. E in base al rapporto UNICEF-OMS, oltre 2,5 miliardi di persone hanno bisogno di uno o più strumenti di supporto per la disabilità, e ben 1 miliardo ne sono privi. Nella Giornata per i diritti delle persone con disabilità l’UNICEF ricorda che sono 1 su 5 delle persone più povere del mondo.
Tra i risultati raggiunti dall’UNICEF nel 2025 per l’assistenza mirata ai bambini con disabilità:
- 139 paesi supportati per programmi inclusivi della disabilità, attraverso iniziative mirate di cambiamento sociale e comportamentale, per affrontare le barriere vissute dai bambini con disabilità.
- 6,5 milioni di bambini raggiunti con interventi d’assistenza per la disabilità, rispetto ai 4,5 milioni sostenuti nel 2022.
- 80 paesi sostenuti per sistemi di protezione sociale inclusivi per la disabilità, rispetto a 77 paesi nel 2024.
Giovani adolescenti
L'adolescenza è un'età di fondamentale importanza. Una fase della vita in cui disuguaglianze e la povertà si manifestano più duramente. Gli adolescenti più poveri o emarginati hanno meno probabilità di accedere all'istruzione secondaria, e maggiori rischi di patire forme di sfruttamento del lavoro minorile, di abuso e di violenza, come per il lavoro domestico e il matrimonio precoce, soprattutto quando siano di sesso femminile.
L'articolo 12 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza consacra la partecipazione come diritto umano fondamentale. La partecipazione consiste nell'essere informati, coinvolti e aver influenza sulle decisioni e le questioni che riguardano la propria vita, sia nella sfera privata sia in quella pubblica.
A livello globale, gli adolescenti sono più 1,2 miliardi, il 90% dei quali vive in paesi a basso e medio reddito e 125 milioni in aree colpite da conflitti armati. Tra gli adolescenti più poveri, 1 su 4 non ha mai frequentato la scuola, con più di 200 milioni senza accesso alla scuola secondaria. Nell’adolescenza, inoltre, il rischio di morte per atti violenti aumenta drasticamente, con 7 su 10 morti tra i 15 e i 19 anni, in maggioranza ragazzi.
Tra i risultati raggiunti dall’UNICEF nel 2025 per lo sviluppo delle competenze e una partecipazione responsabile dei giovani e degli adolescenti:
- 108 paesi sostenuti per promuovere la partecipazione dei giovani allo sviluppo di politiche, iniziative di advocacy e attività generatrici di reddito sulla sostenibilità climatica e ambientale, rispetto ai 102 del 2024.
- 41 milioni di giovani coinvolti attraverso la piattaforma digitale dell'UNICEF U-Report, per il confronto e la condivisione di informazioni tra i giovani e gli adolescenti, per promuoverne comportamenti consapevoli e per il cambiamento sociale.
- 20 milioni di adolescenti raggiunti con iniziative di partecipazione, sviluppo delle competenze e delle abilità di vita.
Pagina aggiornata al 16 luglio 2026










