Emergenze

Bambini in fuga

Senza casa, senza famiglia, senza radici: pur sempre bambini

Milioni di bambini sono in fuga. Molti sono costretti ad abbandonare la propria casa a causa di guerre, povertà o calamità provocate dai cambiamenti climatici. Troppi affrontano pericoli, privazioni e discriminazioni lungo il loro viaggio, o restano vittime di detenzione solo perché migranti.  

Un bambino rifugiato è un bambino costretto alla fuga in un paese straniero, nella speranza, quando vi riesce, di ottenerne asilo. Un bambino sfollato è costretto ad abbandonare la propria casa, in fuga all’interno del suo stesso paese. Un bambino migrante lascia la famiglia e la sua terra per una condizione di miseria, nella speranza di un futuro migliore.    

Tutti corrono molti rischi sia durante gli spostamenti, sia una volta giunti a destinazione: violenza, abusi, sfruttamento e discriminazioni sono solo alcuni dei rischi che affrontano. Privati di un’educazione e cure mediche appropriate, spesso non si sentono accettati nelle comunità di arrivo, con difficoltà a imparare una nuova lingua e integrarsi in una nuova cultura. Problematiche che hanno effetti fisici e psicologici di lungo periodo, e che impediscono ai bambini in movimento di sfruttare il loro pieno potenziale.  

Questo dramma, oggi, è sotto gli occhi di tutti per l’emergenza in Ucraina, causata da una guerra sconvolgente che in Europa ha generato la crisi dei rifugiati in più rapida crescita dalla Seconda Guerra Mondiale, di cui vittime sono al 90% donne e bambini. 

Bambini in fuga da guerre, violenze e crisi climatiche

50,3milioni

I bambini in fuga nel mondo

19,1milioni

Sono bambini rifugiati o richiedenti asilo

31,2milioni

Sono bambini sfollati nei loro stessi paesi

A livello globale, oltre 47,2 milioni di bambini sotto i 18 anni sono in fuga da violenze, guerre e atrocità, un numero più che raddoppiato tra il 2010 ed il 2023. Di questi, al volgere del 2023 più di 19,1 milioni di bambini risultavano rifugiati e richiedenti asilo in paesi stranieri, 28,1 milioni sfollati nel proprio paese, tutti a causa di conflitti e violenze. A questi, si aggiungono altri 3,1 milioni di bambini sfollati da emergenze climatiche all’interno dei propri paesi.

A causa dei disastri climatici, oltre 43,1 milioni di bambini sono rimasti sfollati in appena 6 anni, secondo la prima analisi globale  operata dall’UNICEF sui bambini in fuga per i cambiamenti climatici. Nel 2023, sono stati più di 8,8 milioni, principalmente a causa di inondazioni e tempeste. Oltre ai bambini in fuga da violenze e disastri naturali, molti altri sono costretti a vivere da migranti internazionali, per miseria e povertà: 36 milioni i minori, su 281 milioni di migranti internazionali nel 2020.

Oggi ci sono più bambini bisognosi di assistenza umanitaria che in qualsiasi altro momento della storia recente. Devono fare i conti con un mix letale di crisi: conflitti, sfollamento e migrazioni, epidemie e malnutrizione crescenti; il cambiamento climatico aggrava tali crisi scatenandone di nuove.

Catherine Russell, Direttrice Generale UNICEF

L'intervento dell’UNICEF nel mondo: le “Regioni Operative"

Nel mondo, l’UNICEF opera attraverso programmi di emergenza e di sviluppo attuati da Uffici Regionali e Uffici Paese in 7 aree geografiche d’intervento - Europa e Asia Centrale (ECARO), Medioriente e Nord Africa (MENARO), Africa Occidentale e Centrale (WCARO), Africa Orientale e Meridionale (ESARO), Asia Meridionale (ROSA), Asia Orientale e Pacifico (EAPRO), America latina e Caraibi (LACRO) – affinché nessun bambino sia lasciato indietro.

Nelle crisi umanitarie, pianifichiamo anno per anno le nostre strategie, obiettivi e risultati prefissati, nel quadro del Rapporto sull’Azione Umanitaria dell’UNICEF, che ricomprende tutti gli Appelli d’Emergenza che l’UNICEF lancia ogni anno con piani di intervento per paesi e contesti di crisi. 

Di seguito solo alcuni degli Appelli d’Emergenza UNICEF per le crisi umanitarie cui diamo risposta nel mondo. Causate da conflitti o tensioni politico-sociali, cambiamenti climatici e catastrofi naturali, epidemie e crisi nutrizionali, sono solo alcune delle emergenze all’origine di movimenti di massa di rifugiati e migranti tra paesi e regioni e di sfollati all’interno di singoli stati, e che costringono i Bambini in Fuga.

Europa e Asia Centrale

Nella regione operativa Europa e Asia Centrale interveniamo per proteggere i diritti di bambini e adolescenti in 22 paesi e territori attraverso Uffici Paese coordinati dall’Ufficio Regionale di Ginevra, in Svizzera. In ogni contesto, sosteniamo programmi diretti a realizzare i diritti di tutti i bambini, senza che nessuno sia lasciato indietro. Nei paesi ad alto reddito della regione, siamo inoltre presenti attraverso i Comitati Nazionali per l’UNICEF, per creare partenariati con la società civile ed il settore privato, promuovendo i diritti dei bambini e raccogliendo fondi per i programmi dell’UNICEF a livello globale. In risposta ai bisogni dei bambini rifugiati e migranti in Europa, l'UNICEF ha ampliato la sua presenza operativa in alcuni paesi con Comitati Nazionali: tra questi l’Italia, attraverso e insieme con il Comitato italiano per l’UNICEF.

Nella regione, la pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina hanno avuto un impatto negativo sulla povertà infantile, sulla disuguaglianza di reddito, sui mezzi di sussistenza e sulla sicurezza alimentare. Il rischio sono conseguenze umanitarie regionali per l'aumento diffuso della povertà - in una regione con 10,8 milioni di bambini disabili e dove oltre 330.000 vivono in strutture d’accoglienza - una riduzione progressiva della coesione sociale e l'aumento dell'afflusso di migranti e rifugiati. Preoccupante, inoltre, l'aumento continuo dei casi di morbillo, con il raddoppio dei casi nel 2024 rispetto al 2023, e per il ritorno in tutta Europa di malattie prevenibili tramite vaccino: milioni i bambini a rischio, con le vaccinazioni di routine rimaste al di sotto dei livelli pre-pandemici. Pericoli cui si aggiunge l’HIV/AIDS, con 20 tra bambini e adolescenti che ogni giorno nel 2023 hanno contratto l'HIV, di cui quasi 3/4 ragazze.

Fattori che insieme ai cambiamenti climatici hanno un impatto nell’intera regione: 160 milioni di bambini sono esposti a molteplici rischi climatici e ambientali, inclusi 26 milioni colpiti da caldo estremo, 48,6 milioni da siccità e scarsità d'acqua, 5 milioni da inondazioni e 2,9 milioni da incendi boschivi, in un’area in cui 1 bambino su 5 sotto l’anno d’età muore a causa dell’inquinamento dell’aria. Una situazione che, complessivamente, presenta quadro della condizione dell’infanzia preoccupante, che nella regione riguarda anche i paesi dell’UE. Paesi dove uno su 6 tra bambini e giovani tra 10 e 19 anni soffre di problemi di salute mentale, con una nuova ricerca che rileva i rischi dell’esposizione a contenuti violenti online, in particolare di natura sessuale e pornografica, ed un ultimo rapporto che riporta come 2/3 dei bambini subiscano discipline educative violente nelle proprie case.

Di seguito le principali emergenze che stiamo affrontando in Europa e Asia Centale: per la guerra in Ucraina e dei rifugiati in fuga dal paese, per la crisi dei migranti e rifugiati che si riversano in Europa a causa di guerre e povertà in Africa, Medioriente ed Asia, e per le conseguenze dei devastanti terremoti che a febbraio 2023 hanno sconvolto la Turchia. Tra i paesi di intervento l'Italia, con un programma d'assistenza per bambini e adolescenti rifugiati, richiedenti asilo e migranti, in collaborazione con le istituzioni nazionali e locali, per garantire protezione e inclusione sociale a Bambini in Fuga da guerre, persecuzioni e povertà. 

Il terremoto che ha sconvolto la Turchia. E il suo impatto in Siria.

I 2 devastanti terremoti di magnitudo 7,7 e 7,6 del 6 febbraio 2023 hanno sconvolto la vita d’oltre 15,6 milioni di persone in 11 province del sud-est della Turchia. Ad un anno di distanza, oltre 3,2 milioni di bambini restano in bisogno di aiuto, su 7,9 milioni di persone che necessitano assistenza umanitaria. Gravissime le conseguenze del disastro in termini vite perse e danni alle infrastrutture, con danni sostanziali ad abitazioni e servizi essenziali. 

Drammatico anche l’impatto nel nord-ovest della Siria, in un’area dove 4,5 milioni di siriani erano già in condizioni di emergenza prima dei terremoti: 8,8 milioni le persone colpite dal sisma, tra cui 3,3 milioni di bambini, con pesanti danni alle infrastrutture che aggravano le vulnerabilità preesistenti dopo 13 anni di conflitto nel paese. Colossali le proporzioni  del disastro provocato dai terremoti: nei 2 paesi 6,5 milioni i bambini restano tuttora in bisogno d’assistenza umanitaria.

La risposta dell’UNICEF è stata immediata sia in Turchia che in Siria, per l’assistenza ai bambini e alle popolazioni colpite.

In Turchia, milioni di persone sono rimaste sfollate per la distruzione delle loro case: 518.000 le unità abitative distrutte e 2 milioni le persone costrette a cercare rifugio in sistemazioni d’emergenza, con più di 181.200 famiglie che restano tuttora sfollate. Tra le popolazioni colpite, 1,8 milioni di rifugiati, in gran parte siriani. Ad ormai un anno dal disastro, l’adeguatezza dei ripari d’accoglienza rimane tra le prime preoccupazioni, a fronte di insediamenti sovraffollati, di un accesso limitato ad acqua e servizi igienici e altre molteplici criticità, con famiglie con bambini rimaste spesso senza opportunità di reddito.

Per la risposta in Turchia, il nostro Appello d’Emergenza per il 2024 mira a raggiungere con assistenza umanitaria integrata 3 milioni di persone, tra cui 1,7 milioni di bambini. Tra i nostri obiettivi, supportare 1,8 milioni di persone con acqua sicura e 200.000 bambini con le vaccinazioni, sostenendo 50.000 bambini e adulti che li hanno in cura con consultorio nutrizionale per la prima infanzia. Per alleviare i traumi del disastro, raggiungeremo con sostegno psicosociale e per la salute mentale a 1,3 milioni tra bambini e adulti con minori, 1,5 milioni di bambini per l’istruzione ordinaria e informale, 164.000 famiglie con sussidi d’emergenza in denaro supportati dall’UNICEF. Nel 2023, abbiamo raggiunto 4,7 milioni di persone vittime dei terremoti, tra cui 2,4 milioni di bambini, con servizi e supporto salvavita.

Per il 2024, per la Turchia l’Appello d’Emergenza UNICEF stima necessari un totale di 116 milioni di dollari, per la risposta alle conseguenze del terremoto attraverso tutti i settori di intervento dell'UNICEF. Per la Siria, gli interventi per il terremoto sono integrati nei programmi di risposta umanitaria nel paese, nel quadro dell’Appello d’Emergenza UNICEF che per il 2024 stima necessari 401,7 milioni di dollari.

Grazie alla generosità dei donatori italiani, oltre 5.292.400 euro i fondi trasferiti dall’UNICEF Italia nel 2023 per la risposta all’emergenza nei 2 paesi: più di 2.003.300 euro per la Turchia, epicentro del disastro.

DOCUMENTI DISPONIBILI (IN INGLESE)

TURCHIA e SIRIA - Un anno dal terremoto. L'Azione dell'UNICEF_6-2-2024pdf / 1.03 Mb

Download

TURCHIA - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2024_Dicembre 2023pdf / 805 kb

Download

Medioriente e Nord Africa

Nella regione operativa Medioriente e Nord Africa interveniamo attraverso 16 Uffici Paese coordinati dall’Ufficio Regionale di Amman, in Giordania, in un conteso segnato da disparità e disuguaglianze, che accomunano alcuni dei paesi tra i più ricchi del mondo ad altri alle prese con povertà diffusa e conflitti perduranti. A causa di molteplici crisi spesso concomitanti, milioni di bambini sono in pericolo, hanno perso genitori e familiari e continuano a essere esposti a violenze e traumi che rischiano di segnarli indelebilmente: come conseguenza, nella regione oltre 92,6 milioni di persone sono bisogno di assistenza umanitaria, di cui 44,8 milioni sono bambini.

Nell'area, conflitti prolungati, cambiamenti climatici e disastri naturali, instabilità politica e sociale minacciano la vita e il benessere dei bambini e famiglie: 99,2 milioni di persone necessitano assistenza sanitaria e nutrizionale, 75,7 milioni di accesso all'acqua potabile, 40 milioni di bambini sono bisognosi di servizi di protezione e 38,5 milioni di supporto per l'istruzione. Più di 1,64 milioni di bambini sono rimasti privi nel 2024 anche di una sola dose di vaccini salvavita, 1/3 in più dell’anno precedente, oltre 34 milioni si trovavano in condizioni di povertà alimentare, 77 milioni di bambini e adolescenti – ovvero  1 su 3 - soffrivano di una qualche forma di malnutrizione, nel 2025 almeno 30 milioni sono stati privati della scuola

Sul campo, lavoriamo attraverso i nostri programmi di intervento in 16 paesi e territori, rispondendo ad alcune tra le più gravi emergenze al mondo per Bambini in Fuga, come quella dei rifugiati siriani, dei rifugiati e migranti in movimento verso l’Europa, degli sfollati in Yemen a causa di crisi concomitanti e dei bambini vittime delle drammatiche violenze nello Stato di Palestina e in Libano. E per le conseguenze dei devastanti terremoti del febbraio 2023 nel sud-est della Turchia che hanno sconvolto il nord-ovest della Siria, o per le brutalità e le drammatiche violenze di cui bambini e famiglie sono vittime in Sudan, la più grande crisi al mondo per minori sfollati e Bambini in Fuga. Il conflitto tra Israele ed Iran del giugno del 2025 ha aumentato la vulnerabilità della popolazione già provata in Iran da sanzioni e crisi economica. Dinanzi all’ultima ondata di disordini in Iran, chiediamo alle autorità e a chi coinvolto nelle proteste di adottare ogni misura necessaria per proteggere tutti i bambini da ogni pericolo e violenza.

Sudan: la prima emergenza al mondo per bambini sfollati

Bambini e famiglie sono le prime vittime delle ostilità  scoppiate il 15 aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido (RSF) nella capitale Khartum e negli Stati del Darfur e del Nord Kordofan, con ricadute in tutto il Sudan e una situazione ora su livelli catastrofici. Dopo oltre 2 anni e mezzo di violenze, 17,3 milioni di bambini sono in disperato bisogno di aiuto, un numero doppio rispetto a inizio 2023, su 33,7 milioni di persone che necessitano assistenza. Per la crisi in atto, circa 10 milioni di persone sono sfollate e 2,6 milioni di ritorno nelle terre d'origine, 5,8 milioni di bambini sono stati costretti alla fuga, con il Sudan che risulta la prima emergenza al mondo per popolazioni e bambini sfollati, e la più grave crisi umanitaria a livello globale.

I dati per il 2026 sono drammatici: 21,9 milioni le persone in bisogno d’assistenza medica, 28 milioni di acqua e igiene, 21 milioni in condizioni di insicurezza alimentare acuta, 825.000 bambini a rischio Malnutrizione Acuta Grave e in pericolo di vita, 12,4 milioni per abusi e violenze brutali. Una combinazione catastrofica di conflitti, sfollamenti e restrizioni all'accesso umanitario che ha portato a conseguenze drammatiche in Darfur, a condizioni di carestia negli Stati del Darfur e del Kordofan, e a focolai epidemici che in Sudan mettono in pericolo 3,4 milioni di bambini, con oltre 1 milione a rischio colera  solo nello Stato di Khartum. Centinaia i bambini  vittime di violenze sessuali, con stupri su bambini di appena 1 anno, più di 16,5 milioni i bambini fuori dalla scuola, oggetto di attacchi indiscriminati.

Dopo quasi 3 anni di violenze, nel paese ostilità e combattimenti continuano in diversi Stati, mettendo a rischio milioni di bambini, intrappolati nel fuoco incrociato o in fuga dalle loro case. Attacchi indiscriminati contro ospedali, scuole e servizi essenziali hanno colpito anche gli operatori umanitari, con veicoli e forniture – compresi quelli UNICEF – saccheggiati o distrutti. Grazie a presenza e partenariati sul campo, la risposta dell'UNICEF è stata immediata e rimane costante, attraverso l’invio di aiuti, operazioni transfrontaliere e nelle zone di combattimento. Nonostante tutto, l’UNICEF continua a operare in Sudan: milioni i bambini raggiunti nel secondo anno di violenze, ampliando la portata dei risultati sostenuti in risposta ad una crisi che resta in costante peggioramento.

Per il Sudan, l'Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026 mira ad  assistere 13,8 milioni di persone con servizi integrati, di cui 7,9 milioni sono bambini. Tra questi, più di 633.600 bambini in pericolo di vita con terapie per la malnutrizione, 3,6 milioni tra madri e bambini con assistenza medica, 12 milioni di persone con acqua sicura. Tra i nostri obiettivi, raggiungere oltre 1 milione tra bambini e adulti con protezione e servizi per la salute mentale e supporto psicosociale, 1,6 milioni di bambini per l’accesso all’istruzione, 100.000 famiglie con sussidi d’emergenza in denaro e 4,4 milioni di persone con iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione sociale.

La strategia per la risposta in Sudan si articola su 3 piani di intervento: nelle zone di conflitto per la fornitura di aiuti d’emergenza e servizi salvavita, negli Stati con forte afflusso di sfollati per un’assistenza mirata a bambini in fuga e comunità ospitanti, in tutto il paese per il sostegno ai sistemi che forniscono servizi essenziali. L’obiettivo è fornire supporto salvavita alle popolazioni più vulnerabili, in particolare nelle aree di conflitto, ripristinando i servizi essenziali nelle aree di ritorno degli sfollati e nelle comunità ospitanti, sostenendo gli sforzi di ripresa in tutto il paese, con misure mirate nelle aree di carestia o che ne sono a rischio.

L’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026 stima necessari per il Sudan oltre 962,8 milioni di dollari, per la risposta alla drammatica crisi in atto attraverso programmi e interventi integrati nei settori salute, nutrizione, acqua e igiene, istruzione, protezione dell’infanzia e protezione sociale, per fornire un pacchetto completo di assistenza salvavita per i bambin e le famiglie più vulnerabili. Fondi indispensabili per l'intensificarsi del conflitto e la complessità della risposta umanitaria, per sostenere misure salvavita in soccorso di bambini e famiglie che il taglio di risorse per l’assistenza umanitaria mette ancora più a rischio, nel quadro di uno scenario internazionale preoccupante. 

DOCUMENTI DISPONIBILI (IN INGLESE)

SUDAN - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 477 kb

Download

SUDAN - Due anni di violenze. L’azione dell’UNICEF_15-4-2025pdf / 673 kb

Download

SUDAN - Un anno di violenze. L’azione dell’UNICEF_15-4-2024pdf / 625 kb

Download

La crisi dei rifugiati siriani: tra le più gravi al mondo

A quasi ormai 15 anni dall’avvio della rivolta in Siria, la crisi dei rifugiati siriani rimane tra le più vaste al mondo: quasi 5 milioni i rifugiati siriani che vivono nei paesi d’accoglienza, di cui 2,5 milioni in Turchia, 636.000 in Libano, 564.000 in Giordania, 306.900 in Iraq, 124.000 in Egitto ed altre decine di migliaia in altri paesi tra Medioriente e Nord Africa. Se con i rifugiati siriani si considerano le comunità che li ospitano e altre popolazioni vulnerabili, solo in Turchia, Giordania ed Egitto più di 7,2 milioni di persone necessitano assistenza umanitaria, di cui oltre 3,1 milioni sono bambini. Un dramma ancor più amplificato dall’afflusso nella regione d’oltre 1,5 milioni persone in fuga dal Sudan, e dalle drammatiche ostilità che dallo Stato di Palestina hanno sconvolto il Libano.

Nei paesi più colpiti dall’emergenza, l'UNICEF opera per assistere sia i bambini rifugiati che vivono nei campi, in insediamenti informali e in contesti urbani – dove le famiglie hanno limitato l'accesso ad opportunità di lavoro dipendendo in larga misura dagli aiuti umanitari - sia i bambini delle comunità ospitanti, dove l’integrazione dei rifugiati è complicata dalla loro vulnerabilità socioeconomica. Il degrado ambientale, l'insicurezza idrica e gli effetti dei cambiamenti climatici incidono ulteriormente su risorse e infrastrutture disponibili, aggravando povertà e condizioni di bambini e famiglie. Nelle condizioni date, le famiglie di rifugiati ricorrono sempre più spesso a meccanismi di sostentamento dannosi, come saltare i pasti, il lavoro minorile, il matrimonio infantile e l'abbandono scolastico, condizioni che accrescono ulteriormente i rischi di tensioni tra rifugiati e comunità ospitanti. 


Per il 2026, miriamo ad assistere 3,1 milioni di persone di cui1,9 milioni bambini con un Appello d’Emergenza mirato per i rifugiati siriani in Turchia, Giordania ed Egitto, e attraverso appelli separati per Libano ed Iraq: opereremo interventi per l’accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari, per la salute e la nutrizione infantile, per la protezione dell'infanzia, l’istruzione e la protezione sociale, con attività specifiche per adolescenti e giovani. Insieme a tale risposta, l’UNICEF opera interventi d’emergenza sia in Siria sia nei paesi europei ad alto e medio reddito che ospitano i rifugiati giunti in Europa sin dal 2015 lungo la rotta del Mediterraneo orientale

Tra i nostri obiettivi nei 3 paesi assisiti con l’Appello d'emergenza per i rifugiati siriani, per il 2026 miriamo a raggiungere 656.000 bambini e donne con assistenza medica e 68.000 bambini con monitoraggio nutrizionale per la Malnutrizione Acuta, 1,3 milioni di persone con acqua sicura da bere e per l’igiene quotidiana. Opereremo per la protezione dell’infanzia e servizi di salute mentale e sostegno psicosociale per 300.000 tra bambini e adulti, e per l’istruzione ordinaria o informale, incluso per la prima infanzia, d’oltre 1,9 milioni di bambini. Nel corso dell’anno, raggiungeremo 4.000 famiglie con sussidi in denaro d’emergenza per i bisogni primari e 590.000 persone con informazioni tempestive su come e dove accedere a servizi e salvavita.

La risposta dell’UNICEF dopo 13 anni di guerra è stata diretta sia in Siria sia per i rifugiati nei paesi d’accoglienza, con milioni di bambini e persone raggiunti. Per i programmi nei paesi colpiti dalla crisi in Siria, in particolare in Turchia, Giordania ed Egitto, l’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026 prevede necessari 229,5 milioni di dollari: per la risposta ai bisogni immediati sia dei rifugiati siriani che delle persone vulnerabili delle comunità ospitanti, con attenzione prioritaria ai bambini e alle madri e agli adulti che li hanno in cura.

Documenti disponibili (in inglese)

RIFUGIATI SIRIANI - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 550 kb

Download

SIRIA - 13 ANNI di GUERRA - La Crisi in numeri_15-3-2024pdf / 3.06 Mb

Download

Libano: i bambini vittime di violenze e privazioni

Dall'ottobre del 2023 la situazione in Libano ha subito un costante deterioramento, con un crescendo di violenze di cui i bambini sono le prime vittime. Le ostilità al confine tra Libano e Israele si sono intensificate progressivamente dopo le violenze del 7 ottobre 2023 in Israele e Stato di Palestina, con scontri sempre più frequenti, gravi e diffusi, ingenti danni alle infrastrutture civili e migliaia di morti e feriti. Dal 23 settembre 2024, le ostilità hanno registrato un grave peggioramento in tutto il paese, con bombardamenti incessanti anche sulla capitale Beirut, sino al cessate il fuoco del 27 novembre, che ha portato una tregua al peggior conflitto degli ultimi decenni in Libano. 

A causa della guerra, più di 1.760 bambini sono stati uccisi o feriti dallo scoppio delle ostilità, nell’ottobre del 2023. Prima della tregua, 33.138 persone risultavano fuggite in Iraq e 620.000 in Siria, dove il cambio di governo del dicembre 2024 ha dato luogo a movimenti di popolazione sovrapposti, sia in fuga verso il Libano che di ritorno da questo in Siria. In Libano, i dati rilevati a gennaio 2025 riportavano un generale declino delle condizioni dei bambini, quelli rilasciati ad un anno dal cessate il fuoco registravano 13 bambini uccisi e altri 146 feriti dalla sua dichiarazione. Nei fatti, gli attacchi in Libano sono continuati, con 4 milioni di persone in bisogno di assistenza umanitaria per il 2026, tra libanesi, rifugiati palestinesi, rifugiati e migranti siriani, di cui 1,3 milioni sono bambini.

Per il 2026, 3,3 milioni di persone necessitano di acqua e igiene, 3,5 milioni di assistenza medica, 1,3 milioni di supporto nutrizionale. Almeno 976.251 i bambini in bisogno di protezione, 1,3 milioni di supporto per l’istruzione. Già prima delle violenze scoppiate nel 2023, il Libano affrontava una delle crisi più gravi della regione, per una prolungata emergenza economico-sociale, con le ostilità che già nei primi 6 mesi di conflitto registravano un impatto drammatico. Nel 2024 l’UNICEF sul campo ha lanciato un Appello d’Emergenza mirato per un supporto salvavita a bambini e famiglie, con un'assistenza integrata nel 2025 e un Appello d’Emergenza aggiornato per il 2026.

Per il 2026, attraverso il nostro Appello d’Emergenza  miriamo a raggiungere con assistenza umanitaria integrata 2 milioni di persone di cui oltre 700.000 sono bambini. Gli interventi saranno diretti a supportare bambini e famiglie libanesi in condizioni di vulnerabilità, i rifugiati palestinesi, i rifugiati siriani e quelli di ritorno in Siria. In qualità di agenzia guida per i settori Acqua e Igiene, Nutrizione, Istruzione e Protezione dell'Infanzia, l'UNICEF garantirà forniture e servizi essenziali per i bambini e le famiglie più vulnerabili, operando anche attraverso interventi intersettoriali e nell'ambito del settore Sanità.

Tra i nostri obiettivi per il 2026 vi è assistere 2 milioni di persone con acqua sicura, 1,3 milioni per l’igiene di base e 94.000 con servizi igienico-sanitari, assicurando a 500.000 tra bambini e donne assistenza medica e vaccinazioni contro il morbillo per 118.000 bambini a rischio. Per la nutrizione, assisteremo 440.000 bambini con diagnosi della malnutrizione e 107.000 con micronutrienti, 50.000 adulti con bambini piccoli con consultorio sulla nutrizione per la prima infanzia. Per l’istruzione, 321,000  bambini saranno assisiti per l’inserimento nella scuola ordinaria, 60.000 bambini per la frequenza scolastica, 50.000 bambini senza accesso a scuola con istruzione informale, 7.000 bambini palestinesi con l'educazione nella prima infanzia.

Per la protezione dell’infanzia, supporteremo 137.000 tra bambini ed adulti per la salute mentale e psicosociale, 57.000 tra ragazze e donne contro le violenze di genere, 57.000 persone per il rischio di mine e ordigni esplosivi. Oltre 400.000 persone saranno raggiunte con aiuti essenziali attraverso il nostro Sistema di risposta rapida, 157.500 con sussidi in denaro d’emergenza, procurando sussidi integrativi per 100.000 persone con familiari disabili. Oltre 50.000 persone saranno coinvolte in iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione sociale, per il supporto agli adolescenti 30.000 beneficeranno di programmi di formazione e 10.000 di inserimento lavorativo. 

Per il 2026, l’Appello d’Emergenza UNICEF stima necessari 376,8 milioni di dollari, per rispondere ai bisogni di oltre 2 milioni tra sfollati, persone delle comunità ospitanti o di aree a rischio, inclusi i rifugiati siriani e palestinesi: tra le famiglie da raggiungere con aiuti salvavita, almeno 700.000 bambini. Assistenza mirata sarà fornita attraverso programmi per Sanità, Nutrizione, Acqua e Igiene, Protezione dell’Infanzia, Istruzione, Protezione Sociale e altri interventi intersettoriali, che taglio dei finanziamenti umanitari rischia di inficiare, con un impatto devastante sui bambini e le famiglie vittime della crisi in Libano.

Documenti disponibili (in inglese)

LIBANO - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 615 kb

Download

LIBANO_20-12-2024- Quadro dell'Emergenza. La risposta dell'UNICEFpdf / 432 kb

Download

LIBANO – Piano di preparazione e risposta alla crisi_UNICEF RPP 2024_Luglio 2024pdf / 350 kb

Download

Africa Occidentale e Centrale

Nella regione Africa Occidentale e Centrale, operiamo attraverso 24 Uffici Paese coordinati dall’Ufficio Regionale di Dakar, in Senegal, con programmi contro la mortalità infantile, per promuovere lo sviluppo dell’infanzia, garantire l’accesso all’acqua e all’igiene, migliorare l’istruzione dei bambini, responsabilizzare e proteggere gli adolescenti, costruire resilienza e inclusione sociale. La regione, che ospita oltre 403 milioni di persone, di cui la  metà bambini, sperimenterà nei prossimi decenni un forte aumento della popolazione infantile e giovanile: una transizione demografica che offre opportunità di sviluppo, ma anche sfide enormi contro povertà ed emergenze.

Nella regione, sempre più frequenti e gravi risultano le emergenze di sanità pubblica, con focolai ricorrenti di morbillo, meningite, poliomielite, virus Ebola e Marburg, febbre di Lassa, difterite, colera, influenza H5A1 e vaiolo Mpox. Epidemie che tutte colpiscono in modo sproporzionato i bambini. E i bambini sono sempre più a rischio per i cambiamenti climatici, con alluvioni che dal 2022 hanno colpito più di 20,3 milioni di persone in 18 dei 24 paesi della regione, di cui 1,5 milioni solo nel 2025, con 732 decessi, 116.000 abitazioni distrutte e gravi danni a scuole e strutture sanitarie. Alluvioni sempre più frequenti e devastanti, che si alternano a lunghi periodi di dura siccità.

Drammatici i numeri della crisi riportati a livello regionale: 7,9 milioni di persone risultano in bisogno di assistenza medica, 3,7 milioni di supporto nutrizionale, 3,6 milioni d’accesso ad acqua potabile, con 2,5 milioni di bambini che necessitano supporto per l’istruzione e 4,1 milioni di servizi di protezione dell’infanzia. Dati cui si aggiungono quelli derivanti da crisi croniche in singoli paesi, con ulteriori 58 milioni di persone di cui 28,5 milioni bambini in bisogno di assistenza umanitaria. Nella regione, conflitti molteplici e brutalità diffuse sono causa di spostamenti di popolazioni su larga scala, con emergenze complesse che accomunano più paesi, come quella nel Sahel

Solo per le violenze nel Sahel le gravi violazioni sui bambini sono aumentate nel 2024 del 70%: dall’inizio delle violenze, nel 2023, i dati hanno riportato 14 milioni di bambini in pericolo, 16,8 milioni a rischio per malnutrizione e 190 milioni per la catastrofe idrica nella regione. Alla crisi del Sahel si sommano emergenze in cui conflitti, sfollamenti, disastri naturali ed epidemie come quella di colera in 12 paesi dell'area alimentano crisi umanitarie spesso dimenticate. Come quella nella Repubblica Democratica del Congo, in Mali tra violenze e cambiamenti climatici, o quella in diverse regioni della Nigeria. Solo alcune delle emergenze che costringono i Bambini in Fuga.

Repubblica Democratica del Congo: tra le emergenze più complesse al mondo

La Repubblica Democratica del Congo è tra le crisi umanitarie più complesse e prolungate al mondo. E tra le più dimenticate. Oltre 21,2 milioni di persone, tra cui 11,7 milioni di bambini, necessitano assistenza umanitaria, vittime di conflitti armati e violenze brutali, focolai epidemici ed emergenze nutrizionali,  eventi naturali estremi e disastri climatici ricorrenti, che insieme aggravano povertà cronica, fragilità sistemiche e vulnerabilità estrema dei bambini e della popolazione. Nel corso del 2025, il peggioramento della situazione umanitaria non ha riguardato solo le regioni dell’est del paese, ma anche quelle del sud e dell’ovest.

Il paese registra il secondo più alto numero di Gravi violazioni dei diritti dell’infanzia accertate dall'ONU a livello globale, con 4.000 verificate nel 2024, triplicate nell’Est dopo le violenze scoppiate a gennaio 2025, con 35.000 casi di stupro solo nei primi 9 mesi dell'anno. Oltre 5 milioni gli sfollati nel paese, un milione in fuga da gennaio e 12 milioni nella regione dei Grandi Laghi, mezzo milione i rifugiati dai paesi vicini. Solo nel Sud Kivu, oltre 500.000 gli sfollati nei primi 15 giorni di dicembreUna crisi in cui i bambini sono ancora più in pericolo per l’ultima epidemia di ebola, che si aggiunge alla più grave epidemia di colera degli ultimi 25 anni e all’emergenza da vaiolo Mpox, dove i bambini costituiscono il 60% dei casi e l’80% delle morti, e contro cui l’UNICEF ha lanciato un piano di risposta globale.

Nel paese l’UNICEF mira a raggiungere più di 11,1 milioni di persone, tra cui 9,1 milioni di bambini, con assistenza umanitaria integrata ed interventi salvavita, rafforzando al contempo resilienza comunitaria e coesione sociale, attraverso interventi a lungo termine. La prevenzione di sfruttamento e abusi sessuali, e il contrasto alle violenze di genere, saranno parte integrante di tutti gli interventi sul campo. Per il drastico peggioramento della crisi nell’Est, l'UNICEF concentrerà la risposta umanitaria nelle aree più colpite, assicurando che nessun bambino sia lasciato privo d’aiuto.

Tra gli obiettivi della nostra risposta umanitaria, miriamo ad assistere con terapie di cura oltre 1,1 milioni di bambini in pericolo di vita per Malnutrizione Acuta Grave, vaccinare 1,3 milioni di bambini contro il morbillo, fornire cure contro il colera a 4,8 milioni di persone e acqua sicura a più di 1,7 milioni. Per la protezione dell’infanzia, assisteremo 1,2 milioni tra bambini e adulti per la salute mentale e con supporto psicosociale, 1,5 milioni tra donne bambine contro abusi e violenze di genere, sosterremo quasi 483.800  bambini per l’istruzione ordinaria, informale e prescolare. 

Nell’emergenza in atto, 7,7 milioni di persone riceveranno supporto per l’accesso ai servizi essenziali, 1,1 milioni aiuti d’emergenza. LAppello d’Emergenza UNICEF quale ultimo aggiornato stima necessari oltre 809,5 milioni di dollari, per una risposta umanitaria multisettoriale e integrata, per far fronte ai bisogni impellenti dei bambini della Repubblica Democratica del Congo. Finanziamenti tempestivi e flessibili nell’utilizzo rimangono essenziali per una risposta efficace, rapida e mirata, per alleviare le sofferenze dei bambini congolesi, e per difenderne e promuoverne i diritti, nel contesto di una crisi drammatica e dimenticata.

Documenti disponibili (in inglese)

RD CONGO - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2025_Aprile 2025pdf / 593 kb

Download
Congo, la vita nel campo sfollati non è facile per i bambini. In questo Child Friend Space dell'UNICEF, nel campo di Bunia, i bambini hanno trovato un posto sicuro dove imparare, giocare e socializzare con i coetanei

Mali: un’emergenza multidimensionale

Il Mali vive una crisi multidimensionale alimentata da fenomeni combinati quali insicurezza diffusa e sfollamento di civili, instabilità politica, crisi socioeconomica e cambiamenti climatici, con un aumento senza precedenti dei bisogni umanitari nel paese ed oltre la metà della popolazione ridotta in povertà. Fattori per i quali 6,4 milioni di persone risultano in bisogno di assistenza d’emergenza, di cui oltre 3,5 milioni sono bambini sotto i 18 anni.

Il paese assiste ad un crescendo di violenze senza precedenti, ad un aumento degli attacchi contro i civili e a condizioni simili all’assedio imposte da gruppi armati in diverse città, con la partenza del contingente di pace dell’ONU MINUSMA che ha portato a nuove ostilità. I gruppi armati hanno deliberatamente sconvolto le economie locali attraverso la violenza, con le operazioni militari che hanno aggravato i rischi di sfollamento e protezione, portando a oltre 378.000 gli sfollati all’interno del paese.

Adattando i programmi di intervento alle nuove sfide operative, l'UNICEF ha rafforzato in Mali la propria presenza sul campo. Nel paese, l’obiettivo è raggiungere con assistenza umanitaria integrata 3,4 milioni di persone, di cui 2,9 milioni sono bambini, attraverso i settori della salute e della nutrizione, della protezione dell’infanzia, dell’istruzione, per l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari di base.

Tra i nostri obiettivi, assicurare assistenza medica a 2,1 milioni di donne e bambini e inserire in terapia nutrizionale più di 222.800 bambini in pericolo di vita per Malnutrizione Acuta Grave. Forniremo accesso ad acqua sicura in quantità adeguate ad oltre 369.000 persone, assistendo per la salute mentale e con supporto psicosociale a quasi 485.600 tra bambini e adulti che li hanno in cura e 300.000 scolari per l’istruzione ordinaria e informale, inclusa la prescolare.  

L’Appello d’Emergenza UNICEF  ultimo aggiornato per il Mali stima necessari oltre 132,9 milioni di dollari, per raggiungere con assistenza umanitaria integrata ed accesso ai servizi essenziali i bambini e le comunità vulnerabili colpiti da un’emergenza complessa e composita.

Documenti disponibili (in inglese)

MALI - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2025_Dicembre 2024pdf / 690 kb

Download

Nigeria: emergenza in diverse regioni del paese

In Nigeria, circa 8,8 milioni di persone sono vittime di violenze e conflitti in diverse regioni del paese: di queste, oltre 4,9 milioni sono bambini in disperato bisogno d'assistenza umanitaria. Milioni di persone sono in fuga, con un’insicurezza alimentare e una malnutrizione su livelli allarmanti, aggravate da epidemie e malattie infantili, con condizioni idriche e igienico-sanitarie in costante deterioramento: 2,9 milioni gli sfollati nel paese, di cui 2 solo nel nord-est, dove 1 milione di bambini hanno perso la scuola a causa del conflitto, il cui impatto economico risulta devastante.

Nel nord-est della Nigeria 2 milioni di persone sono sfollate a causa di conflitti armati in corso ormai dal 2009, nel nord-ovest 514.490 persone sono sfollate sempre a causa di violenza armata,  nel centro-nord 401.403 persone sono sfollate a causa delle violenza tra comunità di agricoltori e pastori. Il 60% di tutte le popolazioni sfollate sono bambini. In tale stato di complessità, quasi 5,4 milioni di bambini nel nord-ovest e nel nord-est della Nigeria sono a rischio Malnutrizione Acuta, inclusi 1,8 milioni con Malnutrizione Acuta Grave e in pericolo di vita. Con oltre 934.000 in bisogno d'accesso alla scuola, dopo10 anni dal rapimento di Chibok, l’UNICEF richiama l’impegno a proteggere l’istruzione nel paese.

In Nigeria, miriamo a raggiungere con assistenza umanitaria 5,4 milioni di persone, di cui 3,8 milioni di bambini, con interventi integrati per salute e nutrizione, acqua e igiene, servizi di protezione dell'infanzia e per l’istruzione, di protezione sociale, mobilitazione comunitaria e di risposta rapida alle emergenze, in aiuto dei bambini e delle famiglie più colpiti dalla crisi.

Tra i nostri obiettivi, raggiungere 4 milioni di madri e bambini con assistenza medica primaria e con terapie nutrizionali oltre 1,2 milioni di bambini in pericolo di vita per Malnutrizione Acuta Grave. Più di 955.000 persone saranno sostenute per l’accesso ad acqua sicura in quantità adeguate, 273.300 tra bambini e adulti che li hanno in cura con supporto psicosociale e per la salute mentale, 676.800 scolari per l’accesso all’istruzione ordinaria, informale e prescolare.

L’Appello d’Emergenza UNICEF ultimo aggiornato per la Nigeria prevede necessari più di 255 milioni di dollari, per un’assistenza multisettoriale alle popolazioni colpite da conflitto ed emergenze in diverse regioni del paese, attraverso sistemi di risposta rapida e con un’attenzione particolare alle condizioni di genere.

Documenti disponibili (in inglese)

NIGERIA - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2025_Dicembre 2024pdf / 607 kb

Download

Africa Orientale e Meridionale

Nella regione operativa dell’Africa Orientale e Meridionale, dove i bambini sotto i 18 anni costituiscono quasi la metà della popolazione, interveniamo con 21 Uffici Paese coordinati dall’Ufficio Regionale di Nairobi, in Kenya, in un’area geograficamente molto diversificata, che si estende dal Mar Rosso al Capo di Buona Speranza. Nella regione si trovano alcuni dei paesi più poveri al mondo e tra i più ricchi del continente, dove però i progressi incontrano disuguaglianze impressionanti, aggravate da significative sfide di carattere socioeconomico. 

Nella regione, la vita di quasi 30 milioni di bambini è minacciata da conflitti armati e sfollamenti ripetuti di popolazioni, epidemie ricorrenti in 17 dei 21 paesi dell'area, disastri naturali e crisi climatiche che, intensificate da El Niño, hanno condotto ad alluvioni e siccità senza precedenti. Oltre 8 milioni gli sfollati e 5 milioni i rifugiati nella regione per i conflitti in Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo, 17,9 milioni i bambini e le donne in bisogno di assistenza medica, 5 milioni di supporto nutrizionale, 14,7 milioni le persone prive d’accesso ad acqua sicura. Ben 6,8 milioni i bambini che necessitano servizi di protezione, 46 milioni sono senza accesso alla scuola.

A causa di siccità e crisi climatica, quasi 300.000 bambini sono risultati in pericolo di vita per malnutrizione in 6 paesi dell’Africa meridionale, mentre in altre zone 1 milione di persone sono rimaste vittime di piogge senza precedenti, con le ultime inondazioni in Mozambico che hanno colpito più di 513.000 persone, di cui oltre la metà bambini. L’impatto climatico aggrava conflitti e disordini civili, crisi economiche e nutrizionali, con 4,2 milioni di bambini affetti da Malnutrizione Acura Grave e a rischio di morte, insieme a sfollamenti di massa ed emergenze sanitarie complesse, come per il colera diffuso in 19 paesi dell’area o per il vaiolo Mpox, per cui l’UNICEF ha lanciato un piano di risposta globale.

L'UNICEF assicura servizi salvavita per bambini, donne e famiglie colpite da emergenze composite, tra cui le popolazioni che vivono in campi profughi e sfollati  in condizioni di estrema vulnerabilità. Tra le nostre le priorità, la preparazione e la risposta ad emergenze causate da conflitti e disastri naturali sempre più frequenti, in paesi molto diversi tra loro, come l’Etiopia, la Somalia e il Sud Sudan, accomunati da crisi umanitarie che tutte costringono i Bambini in Fuga.

Etiopia: un’emergenza tra conflitti armati e cambiamenti climatici

In tutta l'Etiopia, la condizione di bambini e donne è a grave rischio a causa di emergenze umanitarie concomitanti, tra conflitti armati e violenze diffuse, siccità e disastri legati ai cambiamenti climatici, epidemie molteplici ed emergenze sanitarie, spostamenti di popolazioni e afflussi di rifugiati su larga scala. Un quadro di alta complessità, in cui oltre 1,9 milioni di persone risultano sfollate, 2 milioni di ritorno alle terre d’origine prive di servizi e 1,1 milioni rifugiate, provenienti principalmente da Sud Sudan, Somalia, Eritrea e Sudan. Un contesto in cui una complessa situazione di sanità pubblica è all’origine di epidemie diffuse e ricorrenti, a causa di conflitti, danneggiamento delle infrastrutture sanitarie e sfollamento diffuso di popolazioni.

Per il persistere di conflitti in molte regioni dell’Etiopia, tra cui Amhara, Oromia e Tigray, fortemente limitato risulta l’accesso umanitario alle popolazioni in bisogno d’assistenza.  Una condizione aggravata da disastri climatici alimentati dagli andamenti metereologici de El Niño, che continua a provocare siccità prolungate e ricorrenti nelle regioni meridionali ed orientali dell'Etiopia, con una grave penuria d'acqua, perdita di mezzi di sussistenza e un aumento dei bisogni umanitari. Condizioni in cui bambini e famiglie versano in un grave stato di insicurezza alimentare, con una malnutrizione infantile acuta che nel Tigray e Amara ha superato la soglia d’emergenza del 15%, restando altamente esposte ad epidemie di morbillo, colera, malaria e dengue: oltre 4.300 i casi di colera e 2,4 milioni di malaria solo nella prima metà del 2025.

Attraverso il nostro Appello d’Emergenza, per il 2026 programmiamo un’assistenza umanitaria integrata per 8,9 milioni di persone tra cui 6,3 milioni di bambini. Tra gli interventi, forniremo assistenza medica e terapie contro la malnutrizione, acqua potabile tramite autobotti e sistemi idrici ad energia solare, sosterremo l’istruzione dei bambini senza accesso alla scuola e diverse misure di protezione dell’infanzia, inclusa la smobilitazione e il reinserimento dei bambini associati a gruppi armati. In tutto il paese, sosterremo la resilienza delle comunità più a rischio per l’impatto di conflitti, dei cambiamenti climatici o di epidemie come il colera.

Tra i nostri obiettivi, garantiremo assistenza medica a 3,6 milioni di donne e bambini e diagnosi nutrizionale per 8 milioni di bambini, con terapie per 763.800 bambini in pericolo di vita per grave malnutrizione. Nel corso dell’anno, forniremo acqua sicura in quantità adeguate ad oltre 3,6 milioni di persone, più di 215.900 tra bambini e adulti che li hanno in cura saranno assistiti per la salute mentale e con sostegno psicosociale, 347.000 bambini per l’istruzione ordinaria o informale, inclusa la prescolare. Durante l'anno, supporteremo 400.000 famiglie per l’assistenza sociale di base ed oltre 45 milioni tra adulti e bambini con informazioni per l’accesso ai servizi essenziali.

Per il 2026, l’Appello d’Emergenza UNICEF per l’Etiopia stima necessari 401,5 milioni di dollari, diretti ad affrontare i bisogni umanitari più critici di bambini, donne e persone colpiti da molteplici crisi concomitanti. Fondi indispensabili per una risposta integrata alle emergenze causate da conflitti, cambiamenti climatici e siccità nelle diverse regioni del paese, con attenzione prioritaria ai bambini più vulnerabili e alle popolazioni difficili da raggiungere. 

Documenti disponibili (in inglese)

ETIOPIA - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 696 kb

Download

Somalia: i bambini i più colpiti da crisi climatica e conflitti

La Somalia continua ad affrontare crisi umanitarie sovrapposte causate da disastri climatici ricorrenti, conflitti prolungati e seri rischi di salute pubblica. Siccità, inondazioni ed insicurezza diffusa continuano a indebolire i mezzi di sussistenza della popolazione, limitandone l'accesso ai servizi essenziali e accrescendone la vulnerabilità, a fronte anche di un forte calo dei finanziamenti per gli aiuti umanitari. Uno stato di crisi per cui si prevedono 4,8 milioni di persone in bisogno di assistenza umanitaria, di cui 3 milioni sono bambini. In tale contesto, 1,85 milioni di bambini sotto i 5 anni sono a rischio Malnutrizione Acuta, inclusi 430.000 nella forma Grave e in immediato pericolo di vita.

Precipitazioni inferiori alla media, legate al persistere degli andamenti metrologici provocati da La Niña, rischiano di aggravare lo stato di insicurezza alimentare d’oltre 4,4 milioni di persone, per cui si prevedono condizioni di fame su livelli d’emergenza.  Con la crisi climatica, conflitti e  insicurezza restano i principali fattori che causano spostamento forzato di popolazioni e vulnerabilità diffusa: 3,5 milioni le persone sfollate a causa di scontri tra clan e milizie locali e delle operazioni militari contro gruppi armati come Al-Shabaab, con ostacoli perduranti all’accesso umanitario e gravi violazioni sull’infanzia, tra cui il reclutamento nei gruppi armati e violenze di genere. 

Nel quadro dell’Appello d’Emergenza UNICEF, per il 2026 miriamo a fornire assistenza umanitaria integrata a più di 1,2 milioni di persone, di cui oltre 744.000 sono bambini. Opereremo per fornire assistenza medica e nutrizionale, il necessario per l’acqua e l’igiene, misure di protezione dell’infanzia e contro le violenze di genere, sostegno per l'accesso all’istruzione. Attraverso piani di preparazione e risposta alle emergenze, e il coinvolgimento dei partner locali, espanderemo la fornitura di servizi essenziali per le popolazioni sfollate e a rischio colera, soprattutto nelle aree di difficile accesso.

Tra i nostri obiettivi, forniremo assistenza medica di base per 850.000 tra bambini e donne e terapie nutrizionali per oltre 430.000 bambini in pericolo di vita per Malnutrizione Acuta Grave. Più di 1,2 milioni di persone saranno raggiunte con forniture essenziali per l’acqua e l’igiene, oltre 116.000 bambini e adulti con servizi per la salute mentale e il supporto psicosociale, 110.000 bambini per l’accesso all’istruzione ordinaria o informale, incluso per la prima infanzia. Nel corso dell'anno, più di 16.000 famiglie saranno supportate con sussidi d’emergenza in denaro finanziati dall’UNICEF, 6,4 milioni tra adulti e bambini con informazioni per l’accesso ai servizi essenziali.

Per la Somalia, l’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026 prevede necessari 121 milioni di dollari, per un’assistenza integrata a bambini e famiglie vittime delle varie emergenze che colpiscono il paese, tra conflitti, cambiamenti climatici, siccità ed insicurezza alimentare. Dato il crescente divario tra bisogni umanitari e risorse disponibili, l'UNICEF sta adottando un approccio diretto a raggiungere i bambini e le donne più vulnerabili e le aree di massima gravità con rischi sovrapposti, per cui essenziale è disporre di fondi flessibili nell’utilizzo in base alle priorità sul campo.

Documenti disponibili (in inglese)

SOMALIA - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 533 kb

Download

Sud Sudan: conflitti, cambiamenti climatici e insicurezza diffusa

Il Sud Sudan affronta vulnerabilità ed esigenze umanitarie crescenti a causa di conflitti, cambiamenti climatici e insicurezza diffusa, con un’instabilità perdurante ormai dalla sua indipendenza, nel 2011. Violenze, inondazioni persistenti ed epidemie diffuse, insicurezza alimentare e nutrizionale continuano ad acuire i bisogni dei più vulnerabili, in primo luogo i bambini, in un contesto di crisi economica e povertà. Nel paese, oltre 9,3 milioni di persone necessitano assistenza umanitaria, tra cui 5 milioni di bambini, con 2,1 milioni di bambini e 1,15 milioni di donne incinte o in allattamento a rischio Malnutrizione Acuta, in un contesto di gravi tagli agli aiuti allo sviluppo.

Con combattimenti e saccheggi che ostacolano le forniture d’aiuti salvavita, costanti rimangono le crisi di sfollamento e i movimenti di popolazioni sia nel paese sia transfrontalieri, che mettono a dura prova risorse, mezzi di sussistenza e servizi di base inadeguati: 450.000 i bambini a rischio di Malnutrizione Acuta e 250.000 gli sfollati solo per le violenze nello Stato di Jonglei, 2 milioni le persone sfollate in tutto il Sud Sudan, cui si aggiungono più di 1,3 milioni di persone in fuga dal Sudan, tra sud sudanesi di ritorno che vi erano rifugiati e rifugiati sudanesi. Tutte popolazioni in bisogno di assistenza e soluzioni a lungo termine, con rischi di protezione per donne e bambini e tensioni crescenti tra le comunità.

Nel quadro dell’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026, miriamo a raggiungere con assistenza integrata 3,5 milioni di persone tra cui 2,6 milioni di bambini in condizioni di forte vulnerabilità, attraverso strategie dirette al coinvolgimento delle comunità locali, piani di preparazione e risposta alle emergenze e per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Per una risposta integrata, opereremo interventi umanitari nei settori sanità e nutrizione, acqua e igiene, protezione dell’infanzia ed istruzione, e per il supporto comunitario e la protezione sociale di bambini e famiglie vulnerabili.

Tra i nostri obiettivi, raggiungere 720.000 persone colpite da emergenze sanitarie con assistenza medica e oltre 3 milioni di bambini con vaccinazioni contro il morbillo. Più di 2,3 milioni di bambini beneficeranno di monitoraggio nutrizionale e vitamina A, 550.000 in pericolo di vita per Malnutrizione Acuta Grave di terapie nutrizionali. Opereremo per assicurare acqua sicura a 528.000 persone e accesso a servizi igienici e forniture per l’acqua e l’igiene a 223.000. 

Nel corso dell'anno raggiungeremo con assistenza per la salute mentale e supporto psicosociale quasi 92.400 tra bambini e adulti che li hanno in cura, 105.600 tra donne, bambine e bambini contro le violenze di genere, 1 milione di persone contro abusi e sfruttamento sessuale. Più di 159.530 bambini riceveranno materiali didattici e accesso all’istruzione ordinaria o informale, inclusa la prescolare, oltre 1,3 milioni di persone informazioni  tempestive per l’accesso a servizi vitali, 5.000 famiglie sussidi d’emergenza in denaro finanziati dall'UNICEF. 

L’Appello d’Emergenza UNICEF  per il 2026 prevede necessari 196,8 milioni di dollari per la risposta umanitaria alle emergenze complesse e concomitanti che colpiscono il Sud Sudan, attraverso misure e settori di intervento integrati: attenzione particolare sarà rivolta sia alle aree difficili da raggiungere colpite da crisi come inondazioni, conflitti, epidemie e sfollamento, sia allo sviluppo di strategie sostenibili nel lungo termine, per rafforzare la resilienza delle persone in bisogno d’assistenza.

Documenti disponibili (in inglese)

SUD SUDAN - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 680 kb

Download

Asia Meridionale

Nella regione operativa dell'Asia Meridionale lavoriamo attraverso 8 Uffici Paese coordinati dall’Ufficio Regionale di Kathmandu, in Nepal, nel quadro di contesti molto differenti per condizioni di sviluppo e dove grandi sono le diseguaglianze: se alcuni paesi hanno raggiunto risultati impressionanti per l’infanzia, enormi disparità persistono, con milioni di bambini vittime di povertà e discriminazioni, legate anche alla condizione di genere o all'etnia.

Nella regione, 55,6 milioni di persone sono in bisogno di assistenza umanitaria, tra cui più di 25,7 milioni di bambini, per gravi crisi economiche e nutrizionali, emergenze di salute pubblica, complesse crisi politiche e di popolazioni rifugiate. A causa dei disastri naturali indotti dai cambiamenti climatici, 15,6 milioni di bambini sono stati sfollati tra il 2016 e il 2022, più di 6.100 bambini ogni giorno, 460 milioni di bambini sono esposti a temperature estremamente alte. Nel 2025, gravi inondazioni in India, Nepal e Pakistan hanno ucciso migliaia di persone sfollandone milioni, 270.000 bambini sono stati colpiti in Sri Lanka dal devastante ciclone Ditwah. In tutta l'Asia meridionale, 634 milioni di bambini rimangono a rischio da crisi umanitarie, il più alto numero di qualsiasi altra regione del mond

Il nostro obiettivo è salvare le vite dei bambini più vulnerabili, difendere i loro diritti nei diversi contesti di riferimento, realizzare il loro potenziale contro ogni discriminazione. E difenderli dalle emergenze: come quella per la crisi in Afghanistan, tra le più gravi al mondo, o per i cambiamenti climatici in Bangladesh, dove gli effetti di questi ultimi aggravano le condizioni del paese e dei rifugiati Rohingya, acuendo la vulnerabilità di tutti i Bambini in Fuga.

Bangladesh: cambiamenti cimatici e rifugiati Rohingya

Il Bangladesh, tra i paesi più densamente popolati al mondo, vive crisi molteplici e concomitanti, quali disordini civili, emergenze di salute pubblica e disastri legati al cambiamento climatico: oltre 4,4 milioni di persone risultano in bisogno d’assistenza umanitaria, inclusi 2 milioni di bambini e quasi 1,2 milioni di rifugiati Rohingya, di cui la metà minori. Pesanti gli effetti dei disastri climatici, come inondazioni e siccità cicliche, cicloni, frane e altre emergenze di sanità pubblica, tra cui dengue, scabbia e diarrea acuta, insieme alla malnutrizione, soprattutto tra i rifugiati e le comunità ospitanti. 

In queste condizioni, si protrae la crisi dei rifugiati Rohingya in Bangladesh, quasi 1.156.000 persone costrette a vivere in campi sovraffollati del distretto di Cox’s Bazar e Bhasan Char, dopo la fuga di massa dalle violenze in Myanmar nell’agosto del 2017. La metà sono bambini, totalmente dipendenti dagli aiuti internazionali, il cui taglio ne mette a rischio sopravvivenza e condizioni di vita. Bambini costretti a crescere nel campo profughi più grande al mondo, dove si registra un aumento senza precedenti della Malnutrizione Acuta Grave, con rischi immediati per la loro stessa vita. 

Attraverso il nostro Appello d’Emergenza per il 2026, miriamo a raggiungere 1,3 milioni di persone, tra cui oltre 621.100 bambini, con assistenza umanitaria nei settori della sanità e nutrizione, dell’acqua e igiene, della protezione dell'infanzia e dell’istruzione: per i rifugiati, le comunità ospitanti e nei distretti colpiti da inondazioni e cicloni. Nonostante il taglio degli aiuti internazionali, l’UNICEF continuerà a fornire servizi salvavita per i bambini e le famiglie Rohingya, sostenendo le comunità che li ospitano con interventi mirati.

Tra i nostri obiettivi, assicurare assistenza medica a circa 456.300 donne e bambini e diagnosi nutrizionale a 327.130 bambini in pericolo per Malnutrizione Acuta. Raggiungeremo con acqua sicura 711.000 persone e quai 676.500 tra bambini e adulti con sostegno psicosociale e per la salute mentale. Oltre 267.800 bambini saranno sostenuti per l’accesso all’istruzione ordinaria o informale, inclusa la prescolare. Per l’assistenza alla comunità più a rischio, 10.000 famiglie saranno raggiunte con sussidi d’emergenza in denaro finanziati dall'UNICEF, 907.700 persone con canali sicuri e accessibili per segnalare abusi sessuali da personale addetto assistenza.

Per il 2026, l’Appello d’Emergenza UNICEF prevede necessari 108 milioni di dollari, per un’assistenza umanitaria integrata alle popolazioni rifugiate, le comunità ospitanti e per altre persone a rischio inondazioni, cicloni, ed emergenze sanitarie, con attenzione prioritaria ai bambini e alle donne più vulnerabili. Fondi essenziali per la risposta umanitaria nei vari settori, anche alla luce dei pesanti tagli agli aiuti internazionali.

Documenti disponibili (in inglese)

BANGLADESH - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 564 kb

Download

Asia Orientale e Pacifico

Nella regione operativa dell’Asia Orientale e Pacifico interveniamo attraverso 14 Uffici Paese coordinati dall’Ufficio Regionale di Bangkok, in Thailandia, nel quadro di un contesto estremamente diversificato, con alcune delle economie più dinamiche del mondo e paesi decisamente meno sviluppati, dove tra le varie sfide figura l’impatto sempre più pesante del cambiamento climatico.

La regione rimane tra le più soggette ai disastri naturali, con bambini e famiglie esposti a catastrofi ambientali multiple, causate da terremoti ed eruzioni vulcaniche, cicloni e alluvioni, inondazioni e siccità, ed altri eventi meteorologici estremi indotti dai cambiamenti climatici, sempre più frequenti e concomitanti. Come per il Tifone Fung-wong, con 7,5 milioni di bambini colpiti nelle Filippine, i disastri climatici in 5 paesi dell’area o il devastante terremoto del 2025 in Myanmar e Thailandia. Tutto ciò in un contesto con alti livelli di inquinamento atmosferico, causa della morte d'oltre 100 bambini al giorno, e aggravato da conflitti sociopolitici e disordini civili, con milioni di persone colpite ogni anno da emergenze umanitarie di diversa natura.

I nostri programmi si estendono dalla Mongolia a nord a Tonga a sud, in un’area in cui ogni anno nascono oltre 30 milioni di bambini. L’obiettivo dell'UNICEF è tanto promuovere i loro diritti che proteggerli dalle emergenze che costringono i Bambini in Fuga: come quella in Myanmar, per il più grave terremoto degli ultimi decenni, che si aggiunge a un conflitto che ha ridotto milioni di persone alla condizione di sfollati costringendone decine di migliaia a rifugiarsi nei paesi vicini, e per le tensioni e le violenze all’origine della crisi dei rifugiati Rohingya in Bangladesh.

Myanmar: una crisi umanitaria in costante peggioramento

Il Myanmar vive una crisi umanitaria complessa e in costante peggioramento, a causa dell’aggravarsi del conflitto e dello sfollamento di popolazioni, dell’instabilità economica, dell’erosione dei servizi sociali di base e di disastri climatici ricorrenti, con il devastante  terremoto del 28 marzo 2025 che si è abbattuto su famiglie già profondamente stremate. Nel paese, 16,2 milioni di persone versano in bisogno di assistenza umanitaria, di cui 4,9 milioni sono bambini. A causa di crisi sovrapposte, 3,6 milioni di persone sono sfollate, di cui oltre 1/3 bambini sotto i 18 anni. 

Milioni di bambini sono stati sconvolti dal sisma del 2025: 9,1 milioni le persone nelle aree più colpite, tra cui 2,7 milioni di bambini, 6,3 milioni quelle in bisogno d’aiuto immediato, di cui 2 milioni bambini. L’UNICEF ha subito avviato la risposta sul campo e inviato aiuti umanitari per un’emergenza drammatica che, con una situazione economica in peggioramento e tensioni interne perduranti, ha gravato ulteriormente su popolazioni già estremamente vulnerabili. Tra queste i Rohingya, apolidi e privi di nazionalità e diritti, e famiglie già allo stremo per povertà e conseguenze del conflitto armato.

Drammatica la condizione dei bambini per le Gravi violazioni dei diritti dell’infanzia, a causa di attacchi aerei indiscriminati su scuole ed ospedali, per l’uso di bambini nei gruppi armati e di armi pesanti: 2.138 le gravi violazioni verificate nel 2024 a danno di 1.762 bambini, con i bambini che rappresentano il 27% di tutte le vittime causate da mine e ordigni esplosivi. Una crisi aggravata dalle difficoltà d’accesso ai servizi essenziali, soprattutto nelle aree di conflitto: nel paese, le violenze hanno causato un aumento dei bambini con disabilità e necessitanti assistenza, la mortalità sotto i 5 anni è 3 volte più alta che nel resto della regione dell’Asia Orientale e Pacifico.

Per il 2026, l'obiettivo del nostro appello d’emergenza è raggiungere 3,3 milioni di persone tra cui 2,6 milioni di bambini con un’assistenza integrata nei settori fondamentali per salute, nutrizione, acqua e igiene, protezione dell’infanzia, istruzione e protezione sociale, attraverso anche interventi di sensibilizzazione e mobilitazione comunitaria, e con molteplici interventi d’emergenza di natura intersettoriale.

Tra i nostri obiettivi, forniremo assistenza medica per 600.000 tra donne e bambini, vaccineremo più di 666.300 bambini contro il morbillo assicurando a 650.100 diagnosi contro la malnutrizione. Nel corso dell’anno, raggiungeremo 1 milione di persone con forniture per l’acqua e l’igiene, 405.000 con acqua potabile e 305.000 con sevizi igienico-sanitari. Per la protezione dell’infanzia, sostegno psicosociale e per la salute mentale verrà assicurato a a 441.800 tra bambini e adulti, più di 667.000 bambini saranno assistiti per l’istruzione ordinaria e informale, inclusa la prescolare. Un totale di 80.250 famiglie saranno supportate con sussidi d’emergenza in denaro, 3 milioni di persone sensibilizzate attraverso canali digitali e i Social Media.

Per il 2026, l’Appello d’Emergenza UNICEF per il Myanmar stima necessari 267,2 milioni di dollari, per rispondere ai bisogni umanitari dei bambini più vulnerabili del paese, attraverso interventi d’assistenza integrati e per l’accesso ai servizi essenziali. Fondamentali risultano risorse flessibili nell’utilizzo, per una risposta mirata nelle aree con le maggiori esigenze, tra cui quelle colpite dal conflitto e dalle altre emergenze di cui sono vittime i bambini in Myanmar, incluso per il devastante terremoto del 2025.

Documenti disponibili (in inglese)

MYANMAR - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 720 kb

Download

MYANMAR - Emergenza Terremoto - La risposta dell'UNICEF_ 28-4-2025pdf / 1.81 Mb

Download

America latina e Caraibi

Nella regione operativa dell’America latina e Caraibi lavoriamo in 36 tra paesi e territori attraverso 24 Uffici Paese coordinati dall’Ufficio Regionale di Panama. Nella regione, dove le diseguaglianze sono tra le maggiori al mondo, negli ultimi 2 decenni si è conseguito uno sviluppo economico-sociale sostanziale. Tuttavia, in molti paesi i progressi sono stati disomogenei, con troppi bambini che rimangono svantaggiati, in condizioni di povertà o vittime di discriminazioni, come quelli di origine africana o indigena. Sebbene molti dei paesi siano a reddito alto o medio-alto, 33 milioni di persone vivono in stato di povertà multidimensionale, 11 milioni necessitano assistenza umanitaria a causa di disastri naturali, crisi economico-sociali o perché costrette a migrare per povertà e conflitti: di queste, 4 milioni sono bambini.

Nella regione, il 74% dei paesi è altamente esposto a rischi ambientali, tra cui inondazioni, siccità, tempeste e incendi boschivi, i cui effetti gravano pesantemente su sistemi fragili, soprattutto se in stato di instabilità politica e socioeconomica: 11 milioni di persone sono vittime di disastri climatici, di cui 4 milioni bambini, 7,7 milioni necessitano accesso all’acqua potabile, 2,5 milioni di assistenza medica e nutrizionale. I bambini, soprattutto quelli già vulnerabili a causa di povertà, sfollamento o accesso limitato ai servizi essenziali, sono quelli che soffrono maggiormente: a causa di crisi spesso concomitanti, 3,2 milioni di bambini sono in bisogno di servizi di protezione dell’infanzia, 3 milioni di supporto per l’istruzione.

Forti disequilibri e disuguaglianze hanno fatto registrare nella regione condizioni di sovrappeso infantile e obesità superiori alla media globale, con seri problemi di salute pubblica, mentre povertà e mancanza di opportunità, conflitti e violenze, disastri naturali e cambiamenti climatici riducono molti nella condizione di rifugiati e migranti, con rotte migratorie che hanno fatto registrare livelli record di migrazione infantile. Troppi affrontano difficoltà, pericoli e discriminazioni lungo il percorso, una volta a destinazione o quando tornati nelle proprie terre, in una regione dove 1 su 4 dei migranti è un minorenne.

I nostri programmi sono diretti a promuovere i diritti dell’infanzia, a rispondere a crisi sociopolitiche, economiche e ad emergenze sempre più legate ai cambiamenti climatici, come per l’uragano Melissa, con 900.000 bambini colpiti nell’area dei Caraibi. La strategia umanitaria dell'UNICEF in America Latina e Caraibi si basa su un approccio informato dei rischi esistenti, che collega piani di preparazione, interventi preventivi e risposta d'emergenza per proteggere i bambini prima, durante e dopo le crisi umanitarie. Per una combinazione di emergenze che nell’intera regione costringono troppi Bambini in Fuga: come ad Haiti, per violenze e disastri naturali, o in Venezuela, dove tensioni, povertà e diseguaglianze alimentano movimenti di massa nell’intero continente.

Haiti: fattori concomitanti di una crisi drammatica per l’infanzia

Ad Haiti, fattori concomitanti sono causa di una delle peggiori crisi nella storia recente del paese, per violenze incontrollate di bande criminali, disordini civili, instabilità politica e crisi socioeconomica, insicurezza alimentare, malnutrizione e disastri climatici. Gravissime le violazioni dei diritti umani e senza precedenti i livelli di violenze di genere. Come risultato, per il 2026 più di 2,6 milioni di bambini risultano in bisogno di assistenza umanitaria, su oltre 6,4 milioni di persone colpite dalla crisi, 5,7 milioni affrontano alti livelli di insicurezza alimentare acuta, tra cui 1,2 milioni di bambini, con sacche di popolazione a rischio carestia, in particolare tra gli sfollati.

Nel paese, oltre 1,4 milioni di persone sono sfollate dalle violenze, di cui 741.000 sono bambini, il numero più alto mai registrato. Con una situazione in costante peggioramento, il numero di bambini reclutati dai gruppi armati è aumentato del 700% nel 2024 e cresciuto nel 2025, con fino al 50% dei membri delle bande armate composto da bambini. Le violenze sessuali sui bambini sono aumentate del 1.000%, il 65% consta in violenze di gruppo commesse da bande armate. Le scuole, in teoria rifugi sicuri per i bambini, sono chiuse, con oltre 1.600 colpite dalle violenze in un solo anno.

In una crisi umanitaria catastrofica, acuita dall’elevata vulnerabilità a disastri naturali come terremoti, uragani, siccità e inondazioni, 4,9 milioni di persone hanno bisogno di assistenza medica e 3,5 milioni per l’acqua e l’igiene, 1,2 milioni tra bambini e donne incinte o in allattamento necessitano supporto nutrizionale, inclusi oltre 129.600 bambini gravemente malnutriti e in pericolo di vita, 1,3 milioni necessitano servizi di protezione, 1,5 milioni tra bambini e maestri di sostegno per l’istruzione

Per il 2026, come UNICEF miriamo a fornire assistenza integrata a 1,7 milioni di persone tra cui 1,2 milioni di bambini, attraverso programmi d’emergenza per sanità e nutrizione, acqua e igiene, protezione dell’infanzia, istruzione e protezione sociale. In tutto il paese, l'UNICEF fornirà assistenza umanitaria attraverso sistemi per una risposta rapida ed integrata, promuovendo soluzioni intersettoriali, sostenibili e facendo leva su piani di intervento per la riduzione del rischio catastrofi, di preparazione alle emergenze e di risposta al colera.

Tra i nostri obiettivi, raggiungeremo oltre 636.500 donne e bambini con assistenza medica primaria e più di 129.600 bambini in pericolo di vita con terapie nutrizionali per Malnutrizione Acuta Grave. Per l’acqua e l’igiene, raggiungeremo 550.000 persone con aiuti essenziali, 672.500 persone per l’accesso all’acqua e 106.000 con servizi igienico-sanitari di base. Per la protezione dell’infanzia, forniremo supporto psicosociale e per la salute mentale a 400.000 tra bambini, adolescenti e adulti che se ne occupano, sostenendo 590.000 bambini per l’accesso all'istruzione ordinaria o informale, incluso per la prima infanzia. Più di 45.000 famiglie saranno supportate con sussidi in denaro finanziati dall'UNICEF, oltre 4 milioni di persone con informazioni tempestive su come e dove accedere a servizi vitali.

Per il 2026, l’Appello d’Emergenza UNICEF per Haiti stima necessari 256,6 milioni di dollari, indispensabili per rispondere alle emergenze in atto attraverso i nostri settori di intervento, con attenzione primaria ai bisogni essenziali dei bambini haitiani e delle loro famiglie. Fondi necessari per la risposta a crisi complesse spesso sovrapposte, inclusa un'azione anticipata per uragani e altri disastri climatici, e – in un contesto di tagli ai finanziamenti umanitari - risorse cruciali per rafforzare i piani di preparazione e di intervento in emergenze diversificate, attraverso il preposizionamento degli aiuti e missioni di squadre d’emergenza mobili sul territorio.

Documenti disponibili (in inglese)

HAITI - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 576 kb

Download
Una donna porta in braccio un bambino nel centro di accoglienza per migranti a Bajo Chiquito, Panama.

Venezuela: crisi economica e condizioni difficili per l’infanzia

Il Venezuela continua a soffrire per l'impatto di crisi persistenti aggravate dai cambiamenti climatici. Per il progressivo declino economico, fattori strutturali e situazioni contingenti hanno profonde conseguenze sulla società, e in particolare sulle fasce più vulnerabili, tra cui bambini, donne e comunità indigene. In un contesto aggravato dal collasso dei servizi sociali, da disordini politici e dalla presenza di diversi gruppi armati, numerosi sono i rischi di violenze, reclutamento forzato, tratta di minori, abusi e sfruttamento. Nel paese, un’inflazione cronica alle stelle continua ad erodere il potere d'acquisto delle famiglie, pregiudicandone l’accesso all'assistenza sanitaria, al cibo e a quasi tutti i servizi di cui un bambino ha vitale bisogno. In tale contesto di crisi concomitanti e spesso sovrapposte, per il 2026 7,9 milioni di persone necessitano assistenza umanitaria, di cui 3,9 milioni sono bambini, oltre la metà della popolazione in bisogno.

Nella crisi attuale, il sistema sanitario è sovraccarico per il deterioramento delle infrastrutture pubbliche, forniture limitate e carenza di personale. Bambini e adolescenti sono in costante rischio di violenze e con ridotto accesso all’istruzione. I bambini nelle comunità emarginate affrontano molteplici e sempre più gravi privazioni – malnutrizione, malattie prevenibili, violenze e sfruttamento – con i servizi di base che faticano a rispondere ai bisogni dell’infanzia nel paese. I flussi migratori misti, inclusi di persone di ritorno nel paese, mettono ulteriormente sotto pressione sistemi già fragili. Nelle condizioni attuali, il paese si trova in una fase altamente critica, con le crescenti tensioni geopolitiche che aumentano i rischi di ulteriore instabilità, nuovi conflitti e vulnerabilità sempre più profonde di bambini e famiglie in condizioni di estremo bisogno.

Attraverso l’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026, opereremo per raggiungere con assistenza umanitaria 3,3 milioni di persone, tra cui 1,8 milioni di bambini, attraverso un pacchetto integrato di interventi per sanità, nutrizione, acqua e igiene, servizi di protezione dell’infanzia, contro le violenze di genere e per l’accesso all'istruzione, con attenzione particolare ai bambini senza accesso a scuola e alla protezione sociale dei più vulnerabili.

Tra i nostri obiettivi, sosterremo oltre 326.000 bambini e 166.000 donne in gravidanza con assistenza medica primaria, 424.000 bambini con supporto nutrizionale per la prevenzione o cura  della Malnutrizione Acuta. Nel corso dell’anno, assisteremo più di 1,7 milioni di persone per l’accesso all’acqua, 210.000 tra bambini e adulti che li hanno in cura per la salute mentale e sostegno psicosociale, 169.000 bambini per l’accesso all’istruzione ordinaria o informale. Come supporto comunitario, 1,4 milioni tra bambini ed adulti saranno raggiunti con informazioni fondamentali su come  accedere ai servizi essenziali, 2,1 milioni di persone con canali sicuri per denunciare sfruttamento e abusi sessuali da parte di chi addetto alla loro assistenza.

L’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026 prevede necessari per il Venezuela oltre 137,6 milioni di dollari, per una risposta multisettoriale alla crisi nel paese, diretta a fornire servizi salvavita ai bambini, proteggendone i diritti, preservandone la dignità e le possibilità di sviluppo. Fondi necessari a sostenere la risposta nel difficile contesto politico e di tensioni internazionali, che  insieme agli effetti del cambiamento climatico mettono a dura prova un paese che già soffre di prolungate crisi umanitarie, politiche e socioeconomiche.

Documenti disponibili (in inglese)

VENEZUELA - Appello d’Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 713 kb

Download

L'azione dell'UNICEF: per ogni bambino le giuste opportunità

L’UNICEF lavora in tutto il mondo per assicurare ai bambini rifugiati, sfollati o migranti che i loro diritti siano rispettati. Forniamo aiuti umanitari salvavita nei campi profughi e sfollati. Allestiamo Spazi a misura di bambino, ovvero luoghi sicuri dove i bambini possano giocare e ricevere educazione ed assistenza, e centri per mamme e bambini, dove le madri possano nutrire i loro piccoli e le famiglie separate possano riunirsi. 

Assistiamo i governi nazionali e le istituzioni locali per leggi, politiche e servizi che siano inclusivi per tutti i bambini, e che si adattino alle loro esigenze specifiche, siano essi rifugiati, sfollati o migranti: sostenendoli non solo per la sopravvivenza, ma per crescere sani e sviluppare le proprie capacità, quali che siano le condizioni di vita precarie cui sono costretti.

Operiamo perché le famiglie possano riunirsi, e per porre fine alla detenzione dei bambini solo perché migranti, supportando le istituzioni per soluzioni alternative, basate sulla comunità e sulla famiglia. Lavoriamo con i governi, il settore privato e la società civile per offrire a bambini e giovani in movimento opportunità di inclusione all'avanguardia, coinvolgendoli, mobilitandoli e facendo sentire la loro voce.

Per informare le istituzioni e sensibilizzare le comunità che li ospitano, raccogliamo, analizziamo e diffondiamo dati ed evidenze sulla situazione e le esperienze personali di bambini e giovani adolescenti in movimento. Con i nostri partner, abbiamo rilasciato le prime linee guida di sempre per assistere i governi nell’aiutare a proteggere e responsabilizzare i bambini in movimento nel contesto dei cambiamenti climatici

Il “Global Refugee Compact”: un patto per la Comunità Internazionale

Il Global Refugee Compact è un trattato internazionale che pone le basi per una risposta più forte, prevedibile ed equa alla crisi dei rifugiati. Adottato nel 2018, offre alla Comunità Internazionale e ai paesi ospitanti una tabella di marcia per includere al meglio i rifugiati nei sistemi nazionali, nelle società e nelle loro economie, per consentirgli di contribuire alle loro nuove comunità e di garantire il proprio futuro. 

L'UNICEF è fortemente impegnato nel Global Compact on Refugees, e sta lavorando per contribuire a raggiungere i suoi obiettivi. Abbiamo documentato le buone pratiche del nostro lavoro in tutto il mondo a sostegno dei bambini e dei giovani rifugiati, così come quelle delle comunità ospitanti, affinché possano fornire delle linee guida di base per lo sviluppo. 

Operiamo perché le famiglie possano riunirsi, e per porre fine alla detenzione dei bambini solo perché migranti, supportando le istituzioni per soluzioni alternative, basate sulla comunità e sulla famiglia. Lavoriamo con i governi, il settore privato e la società civile per offrire a bambini e giovani in movimento opportunità di inclusione all'avanguardia, coinvolgendoli, mobilitandoli e facendo sentire la loro voce.

Per informare le istituzioni e sensibilizzare le comunità che li ospitano, raccogliamo, analizziamo e diffondiamo dati ed evidenze sulla situazione e le esperienze personali di bambini e giovani adolescenti in movimento. Con i nostri partner, abbiamo rilasciato le prime linee guida di sempre per assistere i governi nell’aiutare a proteggere e responsabilizzare i bambini in movimento nel contesto dei cambiamenti climatici

Documenti disponibili

Action for Refugee Childrenpdf / 7.50 Mb

Download

Il “Global Compact for Migration”

ll Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration è un accordo storico che per la prima volta riconosce che i bambini sono parte centrale per la gestione delle migrazioni, che dimostra che l'Agenda d'azione in 6 punti dell'UNICEF è praticabile e costituisce una cornice per dare applicazione all’accordo.  

L'UNICEF ha partecipato attivamente ai 18 mesi di negoziati che hanno portato all’adozione del documento finale, nel dicembre 2018, anche facilitando la partecipazione attiva dei giovani migranti a questo processo. L'UNICEF opera per tradurre gli impegni che i governi hanno assunto per un cambiamento reale, e un impatto positivo nella vita dei bambini in movimento in tutto il mondo. 

Documenti disponibili

Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migrationpdf / 482 kb

Download

I risultati raggiunti

Nel 2024 l'UNICEF ha operato a livello globale per proteggere i diritti dei bambini sfollati, rifugiati, e migranti: tra i risultati sostenuti nel corso dell’anno, abbiamo sostenuto la risposta umanitaria per 448 situazioni di crisi in 104 paesi, causate da guerre, conflitti e disastri naturali, tra le prime cause all’origine di sfollamento di popolazioni all’interno di singoli paesi o di movimenti forzati di rifugiati e migranti a livello globale. Nel corso dell’anno, abbiamo fornito aiuti umanitari per oltre 1,234 miliardi di dollari in 68 tra paesi e zone operative. Nella risposta alle emergenze, almeno 107 situazioni di crisi hanno previsto un supporto mirato per famiglie e bambini in fuga.

Tra i risultati raggiunti nel 2024, abbiamo sostenuto in 64 paesi servizi integrati in tutti i settori di  intervento per l’assistenza a minori sfollati, rifugiati o migranti. Nel corso dell’anno, abbiamo fornito attrezzature per rifugi e campi d’accoglienza per un valore d’oltre 35,3 milioni di dollari - tra cui tende ad alte prestazioni adatte a servire come scuole, centri sanitari, spazi a misura di bambino, depositi di stoccaggio degli aiuti – e  servizi di costruzione per 294,7 milioni di dollari, compresi per interventi d’allestimento dei servizi necessari nei campi profughi e per sfollati.  Nel corso dell’anno, vestiario e calzature per bambini in contesti di fragilità sono stati forniti per un valore di 18,8 milioni di dollari.

Attraverso un approccio multisettoriale, 40 Uffici Paese UNICEF hanno assicurato servizi integrati ad oltre 8 milioni di bambini sfollati, rifugiati o migranti in contesti d'emergenza. Che si trattasse di campi profughi o per sfollati, di insediamenti urbani o alle frontiere, gli interventi hanno incluso programmi di protezione dell'infanzia e di assistenza sociale, di istruzione e apprendimento, per la salute mentale e il supporto psicosociale, e naturalmente per l’assistenza medica, la nutrizione, l’acqua e l’igiene.

Nel corso del 2024, abbiamo assicurato protezione a oltre 124.000 bambini separati dalle famiglie a causa di conflitti, sfollamenti o disastri naturali, oprando per il ricongiungimento familiare o fornendo cure alternative d’assistenza, e per sostenerne l’inclusione sociale nei sistemi nazionali di riferimento. Tra i risultati, 102  milioni  di  famiglie sono state raggiunte con sussidi in denaro sostenuti dall'UNICEF, incluse 3,6 milioni di famiglie assistite con sussidi d’emergenza direttamente erogati dall’UNICEF.

Attraverso programmi di istruzione mirati, nel 2024 abbiamo assistito oltre 9,2 milioni di bambini in contesti di emergenza per l’accesso alla scuola ordinaria o all’istruzione informale, inclusi 3,7 milioni sfollati, rifugiati o migranti. Quasi  10 milioni di bambini sono stati raggiunti attraverso la piattaforma digitale d’apprendimento Learning Passport, per l’istruzione dei bambini rifugiati, in emergenza o in aree prive di connettività.

I bambini sradicati dalle proprie case e terre d’origine, e privati dei servizi essenziali, sono stati al centro delle misure per salute e nutrizione nelle emergenze, come le vaccinazioni per il morbillo di 24,6 milioni di bambini e l’assistenza per 109,3 milioni in pericolo per malnutrizione, e degli interventi per acqua e igiene, che hanno raggiunto oltre 41 milioni di persone con forniture d’acqua potabile e servizi per l’igiene di base.
 

Pagina aggiornata al 3 febbraio 2026  

Documenti disponibili

L’Azione Globale dell’UNICEF - Quadro dei Risultati_18/7/2025pdf / 1.54 Mb

Download

L’Azione Globale dell’UNICEF - Quadro dei Risultati_17/7/2024pdf / 1.63 Mb

Download

L’Azione Globale dell’UNICEF - Quadro dei Risultati_21/7/2023pdf / 1.18 Mb

Download

News ed Aggiornamenti