"Mi sento libera. Piena di speranza”: la storia di Djenabou e del villaggio che le ha cambiato il futuro, contro le mutilazioni genitali femminili

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02/02/2026

Nel tranquillo villaggio di Doghel Sigon, immerso nella regione di Labé nel nord della Guinea, Djenabou Bah, 18 anni (in foto) cammina a testa alta, piena di sogni e di ambizioni. 

Appena pochi anni fa, il suo futuro avrebbe potuto essere molto diverso. Nella sua comunità i matrimoni forzati e le mutilazioni genitali femminili (FGM) erano tradizioni di lungo corso, tramandate da una generazione all’altra. Molte ragazze della sua età hanno dovuto affrontare complicazioni di salute, dolore e l’immediata fine della loro infanzia a causa di queste pratiche.

Poi, qualcosa è cambiato.

Aissatou è la più piccola delle sorelle di Djenabou Bah. Anche lei ha beneficiato del cambio di direzione che il suo villaggio ha intrapreso: niente più mutilazioni genitali e matrimoni precoci e più servizi per le scuole e i nuclei familiari della comunità. Qui sorride vicino al bagno delle ragazze.

Djenebou racconta la sua storia

"Qualche anno fa, la nostra comunità ha preso una decisione importante: fermare le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci. Le FGM erano pratiche tradizionali, che però hanno causato complicazioni e malattie per tante giovani ragazze. Dal 2022 abbiamo deciso di lasciarcele alle spalle e mi considero davvero fortunata.

Non devo più preoccuparmi, o avere paura di essere data in sposa a qualcuno. Continuo a sentire storie di ragazze che sono state fatte sposare a 12 anni in altre parti del paese, ma non qui.

Quando ero più piccola, frequentavo il centro di apprendimento precoce della nostra comunità. Lì si giocava, si danzava e si imparava attraverso il gioco. Era un percorso educativo che mi ha insegnato a continuare gli studi, a fare ciò che amo…e più di ogni altra cosa, a credere che anche io ho il diritto ad un futuro.

Faccio anche parte di un gruppo di discussione tra ragazze, dove parliamo di temi importanti come l’igiene mestruale. Inoltre, sensibilizziamo e incoraggiamo le altre comunità a fermare le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci."

"La nostra comunità ha fatto molta strada. Adesso, ogni casa ha un gabinetto e non dobbiamo più andare nel bosco. Abbiamo acqua potabile dal rubinetto di casa, e non dobbiamo più camminare tanto a lungo per andare a prenderla.

Come ragazza, sono felice di poter andare a scuola. Nel nostro villaggio ogni bambino ha diritto all’istruzione. Oggi, mi sento libera. Piena di speranza.

La mia famiglia e la mia comunità sono qui per me. Mi danno la forza per continuare, sono davvero fiera di quello che abbiamo raggiunto insieme. E ciò che mi rende ancora più felice è sapere che le ragazze che verranno dopo di me avranno una vita diversa. Migliore."

L'intervento dell'UNICEF

Il supporto dell’UNICEF a Doghel Sigon e nelle regioni circostanti è stato vitale per permettere questa trasformazione. Attraverso la collaborazione con le istituzioni locali, la comunità ha creato forti meccanismi di leadership e protezione contro la mutazione genitale femminile (MGF), coinvolgendo leader religiosi, le persone che praticavano l’escissione (le mutilazioni) e i club di leadership femminile.

L’UNICEF ha inoltre supportato l’integrazione tra i servizi di maternità e la registrazione delle nascite, un vero successo locale. Ogni nucleo familiare ora è dotato di un gabinetto e di acqua corrente, con sistemi sostenibili per la manutenzione e l’accesso all’acqua pulita.

In ambito sanitario, tutti i bambini sono oggi vaccinati grazie agli sforzi per il censimento a livello comunitario e al coinvolgimento degli assistenti sociali. Anche l’istruzione è migliorata notevolmente, con la costruzione di oltre 50 scuole e più di 100 insegnanti di comunità assunti grazie ai fondi locali. Oggi, i tassi di superamento degli esami - anche tra le ragazze - stanno aumentando costantemente.

Doghel Sigon non è più solo un villaggio. È un modello di ciò che accade quando una comunità si unisce per proteggere i propri bambini e investire nel loro futuro.

02/02/2026

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