Crescere insieme, l'importanza della cura dei papà
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Negli ultimi anni la paternità sta vivendo una trasformazione profonda: sempre più uomini desiderano essere presenti e attivamente coinvolti nella vita delle proprie figlie e dei propri figli, facendosi interpreti di un nuovo modello di paternità.
In occasione della Festa del Papà, l’UNICEF Italia vuole riconoscere e celebrare questa transizione culturale, perché un papà che accudisce ed è responsivo è una leva essenziale per una società più equa, giusta e attenta al benessere di ogni bambina e ogni bambino.
Trasmissione intergenerazionale della cura: uno strumento di trasformazione sociale
I figli maschi che osservano i propri padri impegnarsi in attività domestiche e di cura sviluppano una percezione più paritaria dei ruoli familiari, in controtendenza rispetto a stereotipi e credenze culturali ancora radicate.
Di generazione in generazione, con la crescente partecipazione femminile all’istruzione e al lavoro, si è assistito ad una sempre maggiore partecipazione maschile ai lavori domestici e alla cura dell’infanzia e all’affermazione di modelli culturali più paritari. La “trasmissione intergenerazionale della cura” rappresenta uno dei passi più efficaci verso l’eguaglianza di genere, contribuendo nella concretezza del quotidiano alla costruzione di società più eque.
Altre evidenze ci suggeriscono quanto la paternità responsiva rappresenti un potente strumento di trasformazione sociale: i padri che si occupano quotidianamente della cura di figlie e figli e che svolgono mansioni domestiche di routine, come la preparazione dei pasti per la famiglia, sono meno inclini nel corso della vita ad assumere comportamenti violenti e abusanti.
La neurobiologia della paternità
La cura non è una prerogativa femminile: anche i padri sono biologicamente predisposti ad accudire i propri figli. La ricerca scientifica ha ormai chiarito che la cura paterna è ugualmente naturale e biologicamente radicata.
L’interazione ravvicinata con un neonato attiva infatti risposte ormonali specifiche, favorendo comportamenti di protezione, vicinanza e sensibilità: il contatto pelle a pelle e l’accudimento aumentano i livelli di ossitocina, che sostiene il legame, il cortisolo, che aumenta la responsività verso i bisogni del bambino, e la prolattina, che facilita i comportamenti di cura e di connessione.
Recenti studi di neuroimaging (Father’s brain is sensitive to childcare experiences, PNAS) hanno evidenziato cambiamenti in aree coinvolte nell’empatia, nella regolazione emotiva e nella motivazione, come l’amigdala, la corteccia prefrontale e il sistema della ricompensa.
Queste trasformazioni rendono il padre più attento ai segnali del bambino (pianto, espressioni facciali, vocalizzazioni) e più incline a rispondere in modo rapido e adeguato. In altre parole, il cervello si “sintonizza” sulle esigenze del figlio.
Interessante è anche il ruolo dell’esperienza diretta: i padri più coinvolti nella cura quotidiana mostrano attivazioni cerebrali più simili a quelle delle madri, suggerendo che la relazione e il tempo condiviso siano fattori chiave nel plasmare il cervello genitoriale.
Le raccomandazioni dell’UNICEF Italia
Promuovere una paternità pienamente coinvolta e responsiva significa investire in una società più equa e paritaria e più attenta ai diritti di ogni bambino e bambina. L’UNICEF Italia propone una serie di raccomandazioni mirate, affinché nel nostro Paese possano rafforzarsi un modello di paternità non condizionato dagli stereotipi tradizionali, e una cultura della cura condivisa capace di generare benessere e di tutelare i diritti di ogni bambina e ogni bambino.
- Estendere progressivamente la durata e l’accessibilità del congedo di paternità oltre gli attuali standard normativi, in un orizzonte di parità e condivisione piena della responsabilità educativa e di cura, e incentivare la fruizione paterna del congedo di genitorialità facoltativo (c.d. “congedo parentale”).
- Sostenere le aziende e le organizzazioni che adottano politiche del lavoro family-friendly, volte non solo alla conciliazione vita-lavoro ma al rafforzamento di nuovi modelli culturali di paternità responsiva.
- Implementare programmi di formazione per il personale sanitario per supportare i padri nel loro ruolo accudente sin dai primi mille giorni di vita.
- Prevedere percorsi di sensibilizzazione, all’interno dei servizi territoriali, che promuovano l’importanza della partecipazione attiva dei padri, offrendo strumenti pratici e informazioni per favorire il coinvolgimento paterno nella cura.